Un Italia verde, silenziosa, gentile e ricca di leggende… La #sirena
Nel mio #viaggio ho diviso il mio #panino con una vecchina Marchigiana zia ‘ngiulina.
Mi ha raccontato una storia #bellissima della Sirena delle #Marche
La leggenda della sirena #Mitì
Zia’ ngiulina vive da sola nella sua Masseria, mi è venuta incontro con una bottiglia di acqua…
Abbiamo parlato un po’ sotto il suo gelso.
Mentre mangiavo dall’albero di Gelsi cantavo e lei mi disse che: “gli parev d’scinti’ na sireuna!”…
Io le dissi che credo nelle sirene e lei sorrise e disse a com’a Miuti… E inizio’
… Quann lu sole pon…
Quando il sole tramontava, sulla spiaggia di un paesino della costa vicino ad Ancona era solita osservare il tramonto Mitì, la più bella ragazza del paese. Mitì cantava e guardava il mare, in attesa di qualcuno.
Chi mai attendeva Mitì? Dovete sapere che Mitì, figlia di un povero pescatore, aveva fatto tempo prima uno stranissimo sogno.
Le era sembrato, nel sogno, di veder venire dall’alto mare una piccola barca guidata da un bellissimo giovane. Giunto a riva, il giovane le aveva detto con un bel sorriso: “vieni via con me, mia sposa”.
Questo sogno la piccola Mitì non l’aveva mai dimenticato. Per questo sulla spiaggia, ella attendeva sempre che il sogno si tramutasse in realtà. Ed attendendo, cantava con voce melodiosa una strana canzone che nessuno comprendeva.
Invano i giovani del paese le rivolgevano dolci parole, chiedendole di diventare loro sposa. “Tua sposa?” rispondeva Mitì a ciascuno di loro “perché dovrei sposarti se il giovane che io attendo è molto migliore di te?”. I giovani del paese umiliati non si fecero più vedere. Alcuni, anzi, si imbarcarono per terre lontane e non dando più alcuna notizia.
Nel frattempo Mitì non si stancava di cantare, e attendeva, attendeva sempre.
Finalmente una sera, una barchetta apparve all’orizzonte. Mitì trepidò di gioia. “Oh, eccola! È la barchetta del mio sogno”. Sulla barca, difatti, c’era un baldo giovane, un forte marinaio dai capelli neri.
Come fu vicino, Mitì gli corse incontro e provò ad abbracciarlo. “Benvenuto mio sposo! Se sapessi da quanto tempo ti attendo!”.
“Ti sbagli fanciulla” rispose serio il giovane “io sono forestiero. Non sono venuto per te ma per Azzurrina, che sarà mia moglie. Eccola, la vedi?”.
Mitì vide infatti una bellissima fanciulla che avanzava leggera verso il giovane. I due si salutarono teneramente, poi il giovane straniero fece salire Azzurrina sulla barchetta. Mitì era impietrita dal dolore.
Quando la barca cominciò ad allontanarsi scoppiò in un pianto ed, entrata nell’acqua, cominciò a seguirla, nuotando. La barca, però, scivolava veloce e ben presto Mitì la perse di vista. Tuttavia non cedette e continuò a nuotare fino a tarda notte.
Allora, pur non cessando di nuotare, Mitì continuò a cantare la canzone della sua lunga attesa che ora era diventata il triste richiamo al suo perduto bene. Da allora, in paese, non si seppe più nulla di Mitì. Ma qualcuno assicurò di aver visto, al largo, una strana fanciulla dai capelli verdi, dal corpo rivestito di squame. Inoltre, di aver udito tra le onde una canzone melodiosa.
Mitì si era trasformata in una Sirena.
Zia ‘ngiulina, mi ha detto che lo #Spirito del #mare ha avuto pietà di quel cuore e in cambio di poter ancora sentire quel #canto la trasformò in #onda e #pesce
Miut ancor canta… Quann lu sol pon…
Michela Chiarelli ©
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