In questi giorni , in questo tempo di paura e timore della morte, ci uniamo spesso in preghiera… e i miei figli mi chiedono, mentre effluvi di incenso deodorano la stanza e campane di cristallo vengono percosse: “Chi è Dio, com’è la Dea… perché preghiamo Mamma?”

Noi crediamo che Dio sia in ogni cosa e la Dea doni vita a tutte le forme anche a quelle che crediamo ferme, immobili, materiche, poiché ogni cosa è per noi pervasa dal grande spirito.

Ho iniziato un viaggio… alla ricerca di risposte… e fermo restando che molte di queste in effetti le troviamo dentro di noi… ho trovato informazioni interessanti che desidero condividere con voi quattro o cinque che mi leggete!

Ho notato grandi somiglianze, tra tutti i miti, tutte le storie, le leggi e gli archetipi… dalla Mesopotamia alla Scandinavia…. dalla Grecia al Giappone…

questa è la quarta parte dell’articolo… e parleremo dell’essenza pura del concetto di Dio e di spiriti della natura…

 

https://www.michelachiarelli.com/tra-divinita-e-religioni-luomo/

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L’induismo è un’ortoprassi, piuttosto che una religione e uno stile di vita. Non si basa su dogmi rigidi. Pur rivendicando una storia di grandi speculazioni filosofiche e teologiche, preferisce un approccio esperienziale, quindi una ricerca diretta della Realtà.

 

Dio è uno ma gli uomini lo chiamano in mille modi…

che bella questa frase… quanta gioia dona al mio cuore… cosa si vede nei miti e negli Dei?… le mille facce, potenze e nomi che definiscono Dio…

 

L’induismo è la terza religione più grande al mondo con circa 950 milioni di aderenti in tutto il mondo. L’induismo non fa proselitismo, poiché riconosce tutti i percorsi che portano alla Verità come validi.

Alla definizione di “induismo”, tradizionalmente, definizioni come SANATANA DHARMA, “norma eterna”; vaidika-dharma, la religione dei Veda; matrka-dharma, la Madre di ogni norma sono preferite. Il denominatore comune è il termine dharma. DHARMA è l’ordine cosmico di tutta la realtà.

L’induismo (o, secondo la grafia preferita da alcuni indologi, hindūismo; tradizionalmente denominato Sanātanadharma, in sanscrito devanāgarī सनातनधर्म, lett. «legge/religione eterna») è una religione, tra le più diffuse al mondo, e quella tra esse con le origini più antiche; conta nella sola India, all’ultimo censimento per religione effettuato dal governo e datato 2011, 966 257 353 fedeli indù (o hindū), su una popolazione di 1 210 854 977 individui.

Dare una definizione unitaria dell’Induismo è difficile, poiché esso – più che una singola religione in senso stretto – si può considerare una serie di correnti religiose, devozionali e/o metafisiche e/o teologico-speculative, modi di comportarsi, abitudini quotidiane spesso eterogenee, aventi sì un comune nucleo di valori e credenze religiose, ma differenti tra loro a seconda del modo in cui interpretano la tradizione e la sua letteratura religiosa, e a seconda di quale aspetto diviene oggetto di focalizzazione per le singole correntiIl termine italiano “Induismo”, deriva dal termine anglosassone Hinduism diffuso dagli inglesi in epoca moderna, coniato aggiungendo il suffisso ism al sostantivo hindū, quest’ultimo termine a sua volta utilizzato, a partire dal XIII secolo, dai turchi di fede musulmana per indicare coloro che non si convertivano alla loro religione nonché, con il termine arabo al-Hind, occorre nei testi arabi ad indicare l’intero popolo dell’India.

Il termine hindū fu in origine prettamente geografico in quanto si fa derivare dall’antica parola iranica utilizzata, fin dall’epoca Achemenide, per indicare il fiume Indo, la regione dei suoi sette affluenti e i suoi abitanti, fiume e regione a loro volta denominati in sanscrito vedico dagli indoari come Sapta Síndhu e Síndhu quindi dai Greci e più tardi dai Romani.

Con la dominazione dei musulmani parlanti la lingua persiana, i Moghul, avviata nel XVI secolo, la regione a est del fiume Indo diventa l’Hindustān (il termine stān nelle varie lingue indoeuropee, come l’antico persiano, indica un “luogo dove si sta”, un “territorio”), e i suoi abitanti sono chiamati hindū.

Con la colonizzazione britannica, il termine inglese Hinduism fu dunque impiegato per indicare un insieme variabile di fatti culturali e religiosi presenti nel Subcontinente indiano, e quindi tradotto nelle principali lingue europee.

Successivamente gli stessi indiani finirono per utilizzare il termine, di conio anglosassone, Hinduism per indicare la propria identità nazionale in contrapposizione a quella dei colonizzatori. Anche se il termine hindū compare già nel XVI secolo in testi religiosi vaiṣṇava in contrapposizione al termine yavana (musulmano).

I fedeli hindū non indicano, tuttavia, la loro fede religiosa come “Hinduism” (Induismo), termine che non compare in alcun vocabolario indiano tradizionale antico o moderno quanto piuttosto come Sanātanadharma (Ordine, Norma, Religione eterna) in quanto i suoi fondamenti non sono frutto dell’esperienza umana ma della rivelazione divina, fin dallo stesso Veda manifestatosi all’alba dei tempi ai veggenti detti Ṛṣi.

O ancora lo indicano come Varṇāśramadharma ovvero come il Dharma che regge ogni essere secondo la sua collocazione (varṇa) assegnandogli un impegno suo proprio (āśrama) di ordine sociale, religioso e morale.

L’ “Induismo” viene tradizionalmente indicato anche come Āryadharma, la Religione degli ārya, e Vaidikadharma, la Religione del Veda

 

Guardate in breve che emozionante

Collegata alla duplice nozione del varṇāśramadharma, è la nozione dei ” quattro scopi legittimi della vita” (puruṣārta) composti dai tre legittimi obiettivi “mondani” (trivarga) e uno, mokṣa, che li trascende tutti.

  • Artha: ricchezza materiale, successo, benessere, potere, anche politico; in tal senso il manuale del “buon governo” l’Arthaśāstra attribuito al ministro di Candragupta MauryaKauṭila.
  • Kāma: piacere, soddisfazione dei desideri, anche sessuali; in tal senso i manuali del sesso, i Kāmasūtra tra cui quello di Vātsyāyana.
  • Dharma: giustizia, etica, ordine, valori, anche religiosi; questo scopo deve inglobare e guidare i due precedenti di modo che essi non sconfinino nell’illegittimità fornendogli quella necessaria armonia con la legge e l’ordine dell’intero universo; in tal senso le opere che vanno sotto il nome di Dharmasūtra e Dharmaśāstra.
  • Mokṣa: (o mukti), la libertà assoluta, ovvero il fine ultimo di ogni esistenza hindu e di ogni esistenza in genere e consiste nella liberazione dalle catene del nascere-morire (saṃsāra, lett. “scorrere insieme”) obiettivo ultimo dell’ultimo stadio della vita, il saṃnyāsa; in tal senso i sūtra propri delle differenti Darśana .

 

Amo molto questa ricerca… vi prego approfondite su altri siti….

 

la mia fonte è wikipedia e molti libri

 

 

per amore e ringraziamento condivido

 

Come rimuovere gli ostacoli dalla tua vita ed ottenere il successo che meriti ?

Come nella tradizione induista e nella pratica del tantra puoi  invocare Ganesha, il Dio dalla testa di elefante.

Ganesha come noi, è una  manifestazione del Dio Supremo. Nella mitologia Cristiana lo potremmo paragonare all’Arcangelo Gabriele, che come Lui comanda le armate divine.

Ganesha  rimuove gli ostacoli che impediscono il tuo cammino spirituale e materiale, distruggendo il male che blocca la tua ascesa.

Il Mantra a Ganesha

Come ogni divinità che si rispetti, per mettersi in contatto con Lui bisogna conoscere i sui codici d’accesso, ossia i suoi mantra. E’ fondamentale pronunciare ogni mantra correttamente, se recitato con una pronuncia sbagliata potrebbe non essere recepito e quindi non raggiungere l’effetto desiderato.

Il mantra d’eccellenza per accedere a Ganesha e far si che i tuoi ostacoli siano rimossi è :

Om Gam Ganapataye Namaha

Che si pronuncia: Aaaooom Gam  Gah-nah-pat-ah-yeh Nah-mah-ha

Ricorda che quello che blocca la tua libertà ed  il tuo successo, non è determinato da fattori esterni, ma dalle convinzioni che nutri dentro di te.  Questo mantra ti aiuta ad unire tantricamente gli opposti , superare gli ostacoli dal tuo cammino,  affinchè la tua vita possa fluire con minor difficoltà.

La Pratica

Ed ora devi solo agire, recitando il mantra per far si che la tua vita si liberi da tutte quelle situazioni che frenano il tuo successo.

  • Se non lo hai già, procurati un mala, che è un rosario indiano con 108 perline.
  • Siediti con la schiena retta e le gambe incrociate , se questo ti è difficile siediti ai bordi di una sedia.
  • Chiudi gli occhi.
  • Prima di iniziare definisci qual è il problema che vuoi che sia rimosso e ripetilo con determinazione alcune volte dentro di te. tratto da…
  • https://umbertoassandri.com/ganesha-mantra-successo/

 

 

 

Michela Chiarelli ©