Michela Chiarelli

InTervista Modernews

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Con il suo nuovo EP, “Timpe Antiche”, Michela ci invita a varcare le soglie del tempo, immergendoci in sonorità ancestrali e atmosfere che richiamano le radici più profonde della nostra esistenza.

Timpe Antiche” non è solo un’opera musicale; è un’esperienza sensoriale che tocca il cuore del Sacro Femminile, si nutre di echi sciamanici e celebra la connessione primordiale tra l’uomo e la natura. Attraverso melodie evocative e testi intrisi di saggezza, Michela Chiarelli ci guida alla riscoperta di antichi saperi e di una spiritualità autentica, lontana dal frastuono del mondo moderno.

Le “Timpe” sono formazioni rocciose, luoghi di confine tra terra e cielo, ma è anche il tempo memoria di una natura che non tace mai. In questo EP, la voce di Michela Chiarelli si fa strumento, portando alla luce i canti che le sette generazioni di donne della sua famiglia hanno custodito. Non è solo musica, ma una documentazione attiva di una spiritualità viva, un ponte sonoro che collega la preistoria al battito del cuore contemporaneo.

Preparatevi ad essere trasportati in un luogo dove il passato e il presente si fondono, dove la voce di Michela diventa un ponte verso la nostra interiorità più autentica. Un ascolto da non perdere per chi cerca ispirazione, connessione e un’immersione profonda nell’essenza dell’essere.

Il Percorso Sonoro di “Timpe Antiche”

Ogni traccia di questo EP è un frammento di vita e di spirito, un ponte tra la memoria delle mie antenate e il presente.

  1. A NOTTE DI MURT – Il brano che apre il cerchio. Una celebrazione sacra del legame con chi ci ha preceduto. Non è un canto di ombra, ma di luce e onore, dove la voce si fa tramite per accogliere la sapienza di chi ora cammina nell’invisibile.
  2. FIGLI MIJ – Il battito del cuore della stirpe. In questa traccia risuona il senso profondo del lascito e della continuità. È un canto di protezione e benedizione, dedicato a quel futuro che porta in sé il seme delle radici antiche.
  3. MARITIME – Una risonanza che evoca gli scambi, i viaggi e gli incontri del nostro popolo di navigatori. Qui il suono si fa fluido, ricordandoci che lo sciamanesimo indigeno italiano è sempre stato aperto al dialogo tra le sponde del mondo.
  4. OHI MAMMA – Un richiamo potente alla linea materna. È il canto della trasmissione, della forza che passa di madre in figlia per sette generazioni. Una melodia che vibra di gratitudine e di appartenenza profonda.
  5. OHI TAT – L’equilibrio del sacro maschile visto attraverso gli occhi della tradizione. Un omaggio alle radici che sostengono, al rigore e alla protezione che completano l’armonia della famiglia e del territorio.
  6. SEMP CU MIJ – La consapevolezza che non siamo mai soli. Questo brano è una preghiera vibrazionale sulla presenza costante degli antenati e delle guide nel nostro quotidiano, un invito a restare in ascolto della propria voce interiore.
  7. TIMPE ANTICHE – La traccia che dà il nome all’opera. Il suono della roccia, della grotta e della montagna. Qui l’Arpa Sciamanica e il canto intuitivo diventano uno strumento di radicamento puro, celebrando la sacralità della nostra terra italiana.

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