Il mare, l’acqua, sono simboli molto comuni, IL POPOLO Italico era un popolo di navigatori e pescatori.

Dal mare sono arrivati pericoli, ma anche il nuovo.

Per le nostre antenate il partire e il ritornare erano il centro delle preghiere.

Nei tempi degli antichi Dei, imbonirsi o rabbonire tali creature Divine, era parte integrante del benessere della casa e della famiglia.

Spesso questo simbolo rimanda al mondo inconscio, allo stato emotivo interno della persona e alla paura o attrazione per il contatto con le proprie emozioni latenti.

Leggere il mare o l’acqua può quindi essere il simbolo di un bisogno di contenimento o del bisogno di esprimere certe emozioni o di esprimere le stesse con modalità nuove.

In generale, il mare è un simbolo dell’inconscio stesso con il suo significato di parte sconosciuta, o ancora non conosciuta o ignota.

Nell’interpretazione in cui il simbolo del mare è predominante, bisogna analizzare come lo stesso si presenta.

In effetti, il mare agitato o le onde esprimono la paura dell’ignoto o la difficoltà a confrontarsi con certe emozioni interiori; la presenza di alcuni punti fermi, come ad esempio gli scogli, sono il simbolo della paura del cambiamento e della difficoltà a lasciare gli aspetti conosciuti e abituali della persona. Al contrario, un mare calmo e limpido è piuttosto simbolo di situazioni chiare o di normale “flusso” delle cose.

Un disagio emotivo o un conflitto che abbisogna di chiarificazione si può manifestare allora attraverso il contatto con un acqua stagnante, pozze salmastre sulla spiaggia, che rimanda ad aspetti ancora non comprensibili.

Nuotare nel mare, poi, esprime le emozioni della persona legate al come si affrontano le situazioni e i problemi della vita. Nuotare con fatica, controcorrente o piuttosto con piacere o facilità esprime quindi le paure o le sicurezze della persona rispetto alle sfide o alle situazioni che si trova a dover affrontare.

Per le nostre antenate il mare rappresentava l’origine della vita sulla Terra; nel mare infatti si sono formati i primi esseri viventi apparsi nel nostro pianeta.

Quando ci si recava sulle rive del mare bisognava badare a molti fattori per ottenere una buona Divinazione, tutto era legato al nostro stato interiore e ciò che osservavamo era risposta del nostro mondo interiore.

Inconscio: sia personale (bisogno di guardarti dentro), sia collettivo (coscienza del mondo di tutti i tempi, da cui puoi trarre dei messaggi).

Sentimenti: le condizioni del mare indicano il tuo stato d’animo: calma, agitazione, confusione, ecc (continua a leggere per approfondire).

Creatività: il mare è il grembo materno della creazione, l’elemento da cui ha avuto origine la vita sulla terra, anche secondo la mitologia; perciò riassume il tuo potenziale creativo.

Rigenerazione e rinascita spirituale: cambiamento interiore, dinamismo, nuove prospettive di vita; in psicoterapia il mare per il paziente può rappresentare l’inizio della guarigione, il vedersi sotto una nuova luce.

Maternità e femminilità: Il mare come origine della vita è connesso strettamente con la creazione e la nascita; è come un grande grembo materno da cui tutti proveniamo. Il mare è quindi legato alla forza generatrice, al genere femminile, alla figura materna.

L’atto rituale consapevole di recarsi al mare, allontanandosi da ciò che è già nelle nostre vite, il significato inconscio dell’immergersi in mare e purificarsi prima di Divinare è perciò apertura totale, simbolo dell’affidarsi, del mondarsi per avvicinarsi al Divino, sintomo che si desidera ritornare nell’utero materno, alla purezza scevra dai condizionamenti per giungere alla visione limpida, per rinascere attraverso questa ad una nuova vita, preparandosi a compiere nuove azioni per rigenerarsi.

© di Michela Chiarelli