~~Giuramento di Ippocrate (testo antico)~~

“Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno.”

Già dalle prime lezioni e incontri che ho avuto con la dottoressa Stefania Canil rimasi molto colpita dal vedere in lei come lessi in un articolo su: https://www.nurse24.it/studenti/tesi/quella-differenza-tra-curare-e-prendersi-cura-del-paziente.html

 

Quella sostanziale differenza tra i due verbi inglesi che foneticamente e graficamente erano molto simili, cioè “to cure” e “to care”.

Traducendo il loro significato in italiano infatti “to cure”significa  curare, mentre “to care” prendersi cura, preoccuparsi per…

Il nostro interagire ci rende partecipi del sondare le credenza ancestrali.  Le credenze ancestrali dicono che l’universo visibile possieda una controparte “non” visibile e non scomparvero con l’evoluzione della civiltà. Ippocrate, ad esempio, parlava delle misteriose energie fluide emanate dal corpo, visibili attraverso un’ “aura” di luce intorno al corpo umano. Platone scrisse di un’essenza archetipica che conteneva le immagini predeterminate del mondo. Galeno sosteneva il principio dell’energia fluida e attribuiva la malattia a carenze o squilibri relativi a questa misteriosa sostanza. Aristotele espose la teoria biologico-filosofica (vitalismo) secondo cui la vita risulta inspiegabile con le sole leggi fisico- chimiche, e ammise l’esistenza di un “principio vitale” distinto e superiore.

E lei scopre sperimenta e applica tali osservazioni con Tutta la sua consapevolezza

Stefania è una donna straordinaria, amica amorevole e un medico nell’anima.

La immagino durante il giuramento della classe medica, dolce, sensibile ed emozionata, ma risoluta come solo lei sa essere.

La vedo come sempre Contornata dalle antiche intelligenze della Medicina Sacra, mentre si impegna con tutta se stessa nel recitare il Giuramento di Ippocrate:

 

 

Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:

 

di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento;

di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;

di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma discriminazione in campo sanitario;
di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona;

di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico;
di promuovere l’alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l’arte medica;

di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;

di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina;

di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza alle mie doti morali;

di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;

di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;

di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico;

di prestare assistenza d’urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell’autorità competente;

di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;

di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione.

 

 

Si è così in Scienza e Coscienza.

 

Con amore

Michela Chiarelli ©®