Poche sono le persone che comprendono il mio Essere, ma molti sono coloro che mi amano così, come sono, tutte queste Meravigliose Persone io ringrazio col cuore e le parole.

Cinque anni fa, come ogni anno, il 24 Giugno guidai un gruppo di allieve in Liguria per la raccolta delle erbe, avevo con me i miei strumenti rituali e tra loro il mio falcetto e il mio pugnale, il cui manico è stato tratto da un corno di capriolo trovato in mezzo alla foresta nei pressi  di Susa.

Amo in maniera eccelsa il mio pugnale…

 

La mia cara amica Arianna, coautrice di questo meraviglioso libro, non aveva con sé nulla per raccogliere le erbe e mi chiese in prestito uno dei miei due strumenti… io sapendo che il falcetto aveva due lati affilati le porsi il mio pugnale.

Arianna lo tenne al suo fianco con il fodero ben chiuso…

 

Ci trovavamo nel castello diroccato di Andora, posto ove regolarmente incontro le Fate e, mentre deliziavo le mie allieve con racconti e spiegazioni sulle erbe che incontravamo nel nostro cammino

incontrammo una porta delle fate…

 

Si riconosce una porta delle Fate perché in Natura è delineata dalla stessa specie di pianta sia su lato destro che su quello sinistro quasi a simboleggiare un passaggio, in mezzo tra le due l’erba è verde rigogliosa, ma bassa… davvero incantevole…

 

Tutte le ragazze fecero l’esperienza di ascolto delle Fate, chi tra baluginii e scintillose risate, chi tra canti e parole incantate fummo tutte dalle Fate salutate.

Stavamo per andare via quando scorgo Arianna venirmi in contro un po’ agitata chissà come, chissà dove il pugnale era stato smarrito…

 

Per me fu un duro colpo, un simbolo importantissimo custode del Divide e Separare era stato smarrito. Tutte insieme rifacemmo più volte il giro di tutto il perimetro, ricalcando bene, ogni posto visitato… ma del pugnale nulla…nemmeno un segno…

Ero molto triste e, decisi di continuare altrove la nostra raccolta, così mi avvicinai alla porta delle Fate anch’io e parlando loro dissi: << Care amiche, ho perso il pugnale, quando lo trovate, tenetelo da parte per me… ci tengo tantissimo… grazie… >>.

Mi girai e feci per andarmene quando mi accorsi che una pianta rampicante mi tratteneva la caviglia… provai a spostare la caviglia, ma non vi riuscii, così mi chinai per liberare il mio piede e con grandissimo stupore rividi l’elsa del pugnale, il manico era nascosto dal folto del prato e la lama rifletteva il verde dell’erba… stando dritta in piedi non l’avrei mai visto… quella magica manina che mi legò la caviglia… fu una mano di Fata e mi riportò il magico pugnale…

 

Ecco che tutte le ragazze esultarono con me e la raccolta delle erbe, il bagno rituale e la benedizione del fuoco potevano riprendere, da allora ogni volta che vado per boschi per officiare i miei riti a Madre Terra il mio pugnale è bellissimo ed è sempre al mio fianco.

Questo genere di esperienze ha caratterizzato la mia vita da ché ero piccolissima, sono onorata della vicinanza degli Spiriti di Natura e li Onoro con ogni mio respiro.

Onoro Fate di ogni dove dalla Calabria all’Irlanda Sia Pace, Benedizione E Vita Eterna alle sorelle selvagge dei boschi, a quelle ridenti delle cascate, alle signore del vento del Nord e alle potenti custodi delle sabbie del deserto.

Grazie di avermi scelta e resa custode della vostra via!

Michela Chiarelli © 

tratto dal Libro Segrete Leggende della Magia delle Fate di Michela Chiarelli e Arianna Romano, Ed.CdL