In questi giorni ho deciso di dare nuovamente queste informazioni un tempo presentate sul sito antica Sophia italica e riportate su molti altri siti…

 

NB: Parto dalla Wicca e dalla stregoneria, perché credo sia utile riconoscere che le vie più antiche in Italia e in Europa di unione con la Sacra Madre terra, i suoi cicli  e, gli antichi culti demonizzati dall’inquisizione, debbano essere riconosciuti come un patrimonio da salvaguardare e custodire… questo è il nostro sciamanesimo.

 

Sciamanesimo o sciamanismo, in antropologia culturale, è un termine che indica l’insieme delle credenze ed il modo di vivere e di vedere il mondo, di società animiste non alfabetizzate, imperniato intorno ad una particolare figura di guaritore-saggio ed alla sua attività magico-religiosa: lo sciamano e la sciamana.

Lo sciamanesimo si riferisce a una vasta gamma di credenze e pratiche tradizionali che comprende la capacità di diagnosticare e curare malattie, nonché tutti i possibili problemi della comunità e del singolo, dal come procurarsi il cibo al come sbarazzarsi dei nemici.  È questa la principale caratteristica dello sciamano che lo contraddistingue da altre forme di guaritore.

Lo sciamanesimo è un’antichissima pratica transculturale che presenta caratteri distintivi ben precisi e comuni, all’interno di una struttura flessibile, capace cioè di adattarsi a diverse culture e religioni.

 

Lo Sciamanesimo Italiano non è Stregoneria, intesa come arte delle streghe da inquisire perché votate al male, attualmente la Leeds Trinity University sta analizzando il mio patrimonio culturale per riconoscerne le peculiarità e custodirle.

La storia che vi racconterò vede protagonista la tradizione Italiana Sciamanica, figlia di tutto il mondo e di moltissime etnie,  tanti anni fa uno studioso venne in Italia e si trovò in Toscana dinanzi ad alcune credenze e usanze sopravvissute all’inquisizione trasse le basi della moderna wicca…

 

 

“Tra questa gente si è’ conservata un arte antica di guarigione e e ritualità, che la chiesa ha definito la stregheria o stregoneria – o, come ho udito chiamarla, “la vecchia religione” – esiste ad un grado tale che molti Italiani ne rimarrebbero stupiti. Questa stregheria, o vecchia religione, è qualcosa di più della magia e qualcosa di meno di una fede. Consiste nelle rimanenze di una mitologia di spiriti, i principali dei quali conservano i nomi e gli attributi degli antichi Dei Etruschi come Tinia o Jupiter -, Faflon – o Bacco – e Teramo (in Etrusco Turms) – o Mercurio. Accanto ad essi continuano ad esistere, nei ricordi di pochi, le Divinità rurali Romane più antiche come Silvanus, Palus, Pan ed i Fauni. A tutti loro vengono tuttora indirizzate – o almeno conservate – le invocazioni o preghiere in grezze forme metriche.

Proprio a tali divinità, ai loro attributi, alle leggende ed alle invocazioni loro riservate, è dedicata quest’opera di Leland. L’importanza degli studi di Leland sull’origine di alcune tradizioni della Romagna furono riconosciute valide, in un primo tempo, da studiosi come Corso e Petazzoni; successivamente subirono un ridimensionamento forse dovuto, più che ad effettive carenze degli studi stessi, a questioni politico-sociali, e anche dal comportamento antiaccademico del Leland. Oggi si è aperta un’opera di revisione più pacata del suo lavoro, che ha identificato elementi di interesse, anche se non così sostanziali come lo stesso Leland voleva credere.È considerata una religione o un percorso spirituale di tipo misterico, che venera principalmente il divino immanente, creduto presente nel mondo sotto infinite forme, spesso riassunte in un principio divino femminile, la Dea, e in uno maschile, il Dio, emanazioni dell’Uno, simmetrici ma complementari. Il loro incessante interscambio sta alla base del continuo divenire del mondo. La wicca celebra, pertanto, i cicli della natura.

La wicca fu resa pubblica per la prima volta nel 1954 negli scritti di Gerald Gardner[3], un ex funzionario pubblico britannico, esperto di esoterismo, che affermava di essere stato iniziato nella New Forest Coven, una congrega appartenente a un’antica tradizione misterica (definita come “l’antica religione”), che aveva perpetuato i culti esoterici medievali, perseguitati come stregoneria dalle autorità politiche e religiose, culti che a loro volta erano imperniati sulle religioni pagane dell’Europa antica.”

All’epoca mia Nonna, era giovane e divenne custode unica, come me oggi, dell’antico e immenso mondo dello Sciamanesimo Italiano.  Infangato dall’inquisizione e dalle torture per stregoneria eppure compagno di numerose  Etnie.

Come i Greci abbiamo il potere della Divinazione delle Pitonesse, come gli Egizi L’Alchimia, come gli Indù la Meditazione, come i Celti I Rituali della ruota dell’anno, come i Romani siamo sincretici e ricerchiamo riconoscendo Lo Spirito in ogni dove, come gli Ispanici siamo Cuentistas e abbiamo il potere del racconto che trasforma, come i Maori abbiamo il canto che guarisce e cambia, come i Masai abbiamo il sogno profetico, come gli Indiani d’America amiamo ogni creatura e ognuna di esse ci è guida e sostegno, come gli Hawaiani conosciamo manifestazione e mana.

Col passare dei secoli il nostro Sciamanesimo nelle sue formule e rituali inserì molti usi e credi Cattolici, le preghiere del popolo sono la culla del nostro Sciamanesimo.

La gente delle terre del sud seppe cogliere la nuova religione (cattolicesimo) con grande apertura mentale qui e là trasformando le proprie preghiere.

Così gli Sciamani Italiani, grazie al dominio Ispanico nelle terre del sud fecero dei loro canti le vie di guarigione…

 

 

LA CULLA DELLO SCIAMANESIMO ITALIANO
LA MAGIA DELLE CREDENZE POPOLARI

Lo sciamanesimo di cui vi racconterò è stato generato e sperimentato in una terra, il sud Italia, terra dove la miseria, l’analfabetismo, l’isolamento geografico, l’oppressione dei signorotti locali ecc, sono i fattori principali che hanno spinto la popolazione a rifugiarsi in un mondo trascendentale e magico.

La Calabria e la Lucania sono l’Irlanda Italiana, qui la gente ha ancora credenze esoteriche e magiche, folletti e fate accompagnano i cari suonatori di organetto e tamburo mentre il nonno del paese racconta le sue favole, le sue esperienze fumando il sigaro…vicino al camino…

L’aria tersa a volte pungente di odori speziati, accompagna le sere in cui Miti e Magia si fanno spazio nelle case e nelle credenze.

La tecnica e la civiltà hanno apportato benefici anche nel paese in cui io sono cresciuta, Trebisacce (CS), ma sopravvivono, per fortuna, sebbene in forma ridotta, peccato, le pratiche magiche.

Millenarie tradizioni e credenze non si sradicano facilmente, perché favorite da precarie forme di assistenza sociale, dalla presenza di un’economia agricola antiquata, da una prospettiva incerta del futuro, da una mentalità ancorata a vecchi sistemi.
L’unica libertà che aveva il contadino o il pescatore consisteva nel desiderio inconscio di liberarsi dalla schiavitù, evadere da una realtà opprimente, senza la prospettiva di un avvenire migliore. Soltanto la magia gli avrebbe consentito di sanare le ataviche piaghe della miseria, di proteggersi dall’ignoto, dalle avverse forze astrali e terrestri, dalla paura. Per difendersi dalla potenza del negativo nella vita quotidiana, ha creato e tramandato formule e pratiche magiche: scongiuri per allontanare la grandine, la siccità, la tempesta; filtri per conquistare il cuore della persona amata; talismani contro il malocchio o l’invidia; malefici per soggiogare, con l’aiuto di potenze elementali evocate, la volontà altrui; far contrarre malattie; abbreviare la vita.

Secondo la credenza contadina, l’universo era governato da forze arcane che non potevano essere spiegate con la ragione o con la scienza. Tutto era dominato da elementi contrapposti che si attraevano e si respingevano: Dio e il diavolo, il bene e il male, la vita e la morte, la vigoria fisica e la malattia. Soltanto LA SCIAMANA, mediante fluidi magnetici e poteri extrasensoriali, pratiche e formule misteriose, poteva debellare le forze ostili della natura; e l’uomo ricorreva a lui per ricevere un antidoto contro le sciagure, le paure dell’ignoto, le frustrazioni della vita.

L’Operatrice era al contempo medico e levatrice, custode e mediatrice; tutti le si rivolgevano per consigli guida e anche per ricevere semplici tisane calmanti e per riposizionare una slogatura.

La Magia popolare, arcaica e ricca di tradizione, oggi è viva ancora in me, nei miei allievi e in un ristretto numero di persone: il popolo della luce!
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LO SCIAMANESIMO ITALIANO CURIOSITA’

 

 

Primo grande argomento è la Fascinazione e la Controfascinazione, perché?

Poiché lo stupore e l’invidia sono proprie della mente di ogni uomo, chiunque può “Fascinare”… che vuol dire Invidiare a tal punto da rendere debole e malato l’altro… argomento oggi molto conosciuto e diffuso dai libri sui VAMPIRI PSICHICI.

Nella nostra tradizione per allontanare il maleficio, si ricorre a espressioni e saluti particolari che fanno parte del linguaggio quotidiano… LA BENEDICARIA.

Queste liberano se stessi e gli altri da qualsiasi tipo di fastidio e negatività e io personalmente le trovo usanze bellissime da ricordare…
Ve ne presento qualche esempio:

Quando si rivolge un complimento a un bambino si dice “sii benedetto”, che è l’abbreviazione della formula “Dio lo (la) benedica”, oppure si dice: “che la fortuna ti assista”,sinonimo del più conosciuto “in bocca al lupo” per dimostrare che l’atto o la parola di saluto e d’augurio è sincero, privo di invidia.

Chi entra in un locale dove si impasta la farina per il pane, si prepara la salsa, il salame, il vino ecc. pronuncia il saluto auspicale “San Martino, protettore dell’abbondanza, lo faccia prosperare”. La massaia intenta alle faccende casalinghe accetta il buon augurio e risponde: “ben venuto e favorisci”.

Nei casi suddetti si tratta di formule e gesti propiziatori che servono ad allontanare le malattie, le sventure, la povertà.

Si ritiene che alcuni oggetti siano dotati di forze che neutralizzano i malefici. La capacità difensiva aumenta se si tratta di chiodo o ferro da cavallo. Quando una persona è colpita improvvisamente da dolor di capo ostinato e violento, si cerca di individuare se la causa è di natura energetica come a seguito di dispersione di energia o biologica.

 

IL CULTO da UNI A DIANA

Noi Italiane adoravamo la dea ARCAICA UNI, FORZA PRIMIGENA, DEA DELLA TERRA DELLA PROSPERITA’… la nostra Dea Madre… ctnoia!!!

Quand’ero piccola sentivo la ripetizione ” Uni ca crisc, uni che è chijna, uni ca s’ svota e diventa niura, niura…”  io pensavo fosse la luna… e chedevo a Malva, nonna ma è la luna?No, rispondeva è uni… ho capito che è una nonna ma è la luna? noooo è Uniiii la dea.

 

Ora provate a immaginare 37 anni fa in calabria, come potessi sapere di etruschi e Uni… grazie alle scuole elementare… gli etruschi mi furono svelati… e scoprii…che:

 

La dea creatrice per gli Etruschi è Uni, la Madre Terra. Il suo potere sacrale ispira tutta l’arte etrusca, terrena e ultraterrena.
Secondo la leggenda è il primo re-sacerdote Tarkun a ricevere gli insegnamenti sacri direttamente da un essere soprannaturale: Tages, fanciullo con voce da anziano, che sorge dal solco di un aratro nella Terra. Gli Etruschi avevano un rapporto molto stretto con il ‘magico’ che studiavano e decodificavano grazie a norme e principi tratti da discipline come ad esempio la numerologia e l’astrologia.

 

Tutti i rituali antichi che conosco fanno riferimento a lei…

 

Approfondite su Uni qui:

 

Il culto della natura, la divinazione della “Madre Terra”, il legame tra le “Vie di Pietra”celtiche e le Vie Cave” etrusche, direttrici di quel magnetismo terrestre che avrebbe condotto alla conoscenza, sono solo alcune delle somiglianze inspiegabili tra queste antiche civiltà così lontane nel tempo e nello spazio.

È proprio dall’osservazione delle “Vie Cave”, immani precipizi, nascosti nella vegetazione e scavati con il solo aiuto di scalpelli e piccoli martelli, che potrebbe dare un aiuto a capire il mistero degli etruschi. Uno squarcio profondo trenta metri, scavato nelle profondità di quella Terra che gli Etruschi consideravano sacra.

Senza dilungarsi tanto su come accadde Uni, una leggenda popolare dice che,  si alzo e iniziò a correre verso la donna di Natura forte, potente, indipendente… Diana…

 

Diana e la sua forza e il suo potere…

 

DIANA, conosciuta dai Romani, era la Dea della caccia e della luna.
Gemella di Apollo, figlia di Zeus e di Leto, secondo quanto narrato da Esiodo nella Teogonia nacque per prima, e aiutò la madre nel lungo travaglio (nove giorni e nove notti) del fratello Apollo. Presentata al padre, Zeus, quando aveva tre anni, lo incantò con la sua bellezza e il suo carattere, e gli chiese in dono: un arco e delle frecce, una muta di cani, uno stuolo di ninfe, una tunica abbastanza corta per correre, luoghi e montagne selvagge come luoghi tutti suoi e la perpetua verginità intesa come indipendenza e autonomia dal maschio. Zeus le concesse tutti questi doni.
DIANA passava il suo tempo soprattutto nei boschi. La sua indipendenza si manifestò nell’allontanamento dalle città e dal consesso degli uomini. Non fu mai violata, mai violentata.
DIANA era la protettrice delle fanciulle preadolescenti e delle partorienti, che la invocavano nel momento del travaglio. Pronta a correre in aiuto di chi la chiamava, era anche capace di collere terribili, e di vendette distruttive.
Narra la leggenda che l’arrogante Niobe fece l’errore di insultare Leto, vantandosi del fatto di aver generato dodici figli, mentre lei ne aveva solo due. Leto chiamò i figli Apollo e DIANA a vendicare questo insulto. Apollo uccise tutti i sei figli maschi, DIANA tutte le sei figlie femmine, e poi trasformò Niobe in una rupe grondante lacrime. E tutto per una vanteria!

DIANA fa parte delle dee vergini. Qui il significato della parola “vergini” va inteso come “indipendenti”. Sono dee, e donne, che sono “una in sé”, che non hanno bisogno di un uomo o di un rapporto sentimentale-affettivo per sentirsi complete, integre, ma trovano in se stesse la loro completezza. Esse sono DIANA, Atena, Estia.

Piccolo cenno al vangelo di Aradia

Diana disse un giorno a sua figlia Aradia che fu la prima sciamana:

É vero che sei uno spirito,
Ma tu sei nata per essere ancora
Mortale, e devi andare
Sulla terra e fare da maestra
A donne e a uomini che avranno
Volontà di imparare la tua scuola,
Che sarà composta di Sapere Antico.

Non devi essere come la figlia di Caino,
E della razza che è divenuta
Scellerata e infame a causa dei maltrattamenti.
Come Giudei e Zingari,
Tutti ladri e briganti,
Tu non divieni…

Tu sarai sempre la prima sciamana,
La prima sciamana divenuta nel mondo.

Dopo che Aradia ebbe imparato a praticare tutto lo sciamanesimo e come distruggere la razza malvagia degli oppressori, la insegnò alle sue allieve e disse loro:

Quando sarò partita da questo mondo,
Di qualunque cosa avrete bisogno,
Una volta al mese, quando la luna
È piena…
Dovete venire in un luogo deserto,
In una selva, tutte insieme,
E adorare lo spirito potente
Di mia madre Diana; e a chi vorrà
Imparare l’Arte Sacra delle Luna,
Che ancora non la sappia,
Mia madre insegnerà
Tutte le cose…
Sarete liberi dalla schiavitù!
E così diverrete tutti liberi!
Però uomini e donne
Sarete tutti nudi,
Fino a che non sarà morto
L’ultimo degli oppressori.
Morto, farete il giuoco
Della moccola di Benevento.

 

SCIAMANESIMO FEMMINILE: UN PO’ DI STORIA

 

 

Il regno della fallocrazia è una testimonianza della posizione femminile nell’ordinamento gerarchico della Grecia olimpica, dove le donne sposate vivevano rinchiuse in casa, mentre i loro mariti praticavano pubblicamente il sesso con i giovinetti o con eteree fanciulle assoldate o comprate allo scopo. Quando in Grecia nacquero le città stato, la pittura vasale assunse grande importanza (500 a.C.), e il mito dell’uccisione delle Amazzoni da parte degli eroi fu tra quelli più rappresentati. Dalla frammentazione di Gaia, l’Antica Dea Terra creatrice, in stereotipi basati sul ruolo sessuale, nacquero le dee e gli dei, gli Olimpi.

Olimpi

L’elenco originario comprende dodici divinità:
Zeus
Era
Poseidone
Ares
Ermes
Efesto
Afrodite
Atena
Apollo
Artemide
Demetra
Estia
In seguito Estia cederà il suo posto a Dioniso preferendo vivere fra gli uomini e Demetra deciderà di vivere per sei mesi nell’Ade vicino alla figlia Persefone.
Ade non è presente poiché non abita sull’Olimpo.

Le donne che discendono dalle civiltà occidentali, hanno dovuto arrangiarsi con i resti di un’interezza femminile sradicata quasi 5000 anni fa.

La vena più antica del cristianesimo sembra più benevola dell’ortodossia più tarda. I vangeli gnostici descrivono riti e cerimonie che ricordano le pratiche tantriche indiane, con i loro gruppi maschio-femmina, e il sangue mestruale come sacramento. Maddalena era un nome sacro per l’ufficio della sacerdotessa, che collegava Maria Maddalena e Gesù a quelle radici femminili più antiche. Ma una volta che il cristianesimo prese ufficialmente piede nel mondo occidentale, le sacerdotesse sparirono. Il sesso fu ufficialmente bandito, tranne allo scopo di procreare, e anche in quel caso praticato con disgusto. Nel quinto secolo dopo Cristo, la Chiesa aveva ormai dichiarato formalmente eretica ogni realtà ciclica (la realtà femminile, lunare e mestruale), compresa la dottrina della reincarnazione.

Eva sposa di Adamo, e sostituta di Lilith, divenne l’archetipo della donna, fonte di tutti i mali. I testi dell’apostolo Paolo, nel Nuovo Testamento, sono il fondamento del cristianesimo moderno, e il celibato dei preti ricalca le orme di Paolo piuttosto che quelle di Gesù.
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RITUALE SCIAMANICO ITALIANO:

 

Moltissime volte, nella mia esperienza, mi è capitato che mi chiedessero come si svolge nella pratica un rituale sciamanico.

Noi siamo abituati a vedere uno sciamano operare, leggendone notizia sui libri o nei film o ancora nei documentari. Oppure abbiamo visto qualche rappresentazione. Ma come opera una sciamana nella realtà?

Come si svolgono i suoi rituali?

 

IL LUOGO:

 

Il luogo siamo noi… e in base a ciò che serve andiamo in natura… in alta montagna per aprire la mente, in fondo alla terra per le emozioni… si noi donne italiche ci andiamo davvero… non lo immaginiamo…

 

 

LA CHIAMATA DEGLI SPIRITI:

 

Il passo successivo del rituale, è quello della chiamata degli spiriti delle 4 direzioni dei luoghi. I nomi tradizionali cambiano da luogo a luogo, ma sostanzialmente sono quelli delle 4 direzioni: nord, sud, est, ovest.

La tecnica di chiamata, varia essa stessa da luogo a luogo e da tradizione a tradizione, secondo il genere, ma lo sciamanesimo primitivo considera che gli spiriti non comprendono il nostro linguaggio, e quindi vengono invocati con suoni e/o rumori diversi, comprensibili a quel piano di esistenza.
Per invocare gli spiriti, ci si rivolge alle quattro direzioni.

 

LA PURIFICAZIONE:

Dopo la chiamata degli spiriti, è il momento di purificarsi, spandendo gli incensi o le erbe bruciate nel braciere, e spandendole allo stesso modo nelle 4 direzioni. Questo serve a cacciare gli spiriti malvagi e a proteggere chi partecipa al rito, sia lo sciamano, che gli altri eventuali partecipanti.

 

LA DANZA DEGLI ANIMALI:

Si va in Natura per vivere con gli animali imparare da loro e risvegliare dentro di sé lo spirito dell’animale è una esperienza molto, molto forte, uno scambio energetico molto potente che solo lo sciamano è in grado di affrontare; è un modo molto profondo di interagire con gli animali, intrattenendo con essi delle relazioni, di osservarli come ‘amici’ e compagni, di assicurarsi il loro sostegno, di conoscerli meglio.

 

IL VIAGGIO SCIAMANICO ITALIANO:

 

Il viaggio sciamanico è, in sostanza, un esercizio di se stessi, in mezzo alla natura, scevre da paure e condizionamenti, sole e nude…

 

I TRE MONDI DEL VIAGGIO SCIAMANICO ITALIANO:

 

Mondo Inferiore: grotte… ci si cala al loro interno…

Mondo di mezzo: si sta sulla terra tra le radici e l’erba…

mondo superiore : si va in alta montagna…

 

GLI ANIMALI DI POTERE

 

Nelle tradizioni sciamaniche Italiane, sarai portato in mezzo alla Natura e privato dell’uso dei sensi con bende e corde… e il tuo animale verrà a te… si…

 

IL SUONO

La donna Italiana Canta…

OGGETTI E CANTO:

 

Noi siamo raccoglitrici e portiamo con noi ciò che ci attrae… erbe, cristalli, legni, tabacco… colori… stoffa, conchiglie e piume…

Lo Spirito del cristallo di rocca ha la stessa medesima forma della pietra, e questo ne fa un oggetto magico nelle tradizioni Indiane.

Nei suoi viaggi nel mondo di mezzo, lo sciamano può incontrare anche gli spiriti delle piante. È utile fare conoscenza anche con essi, ed entrare in ‘amicizia’.
Infine, per entrare in contatto con gli spiriti e accumulare le proprie forze,  produciamo  un canto di potere personale, che viene dai suoi viaggi, e che intona come canto rituale talvolta battendo sul tamburo.

Questo canto serve ad accrescere il potere così come si fa durante un rituale ‘pagano’ per accumulare l’energia.

È uno degli aiuti per far in modo che la sua coscienza si alteri verso le percezioni degli altri mondi.

 

 

LA RUOTA DELLA MEDICINA,  DELL’ANNO O DEL SOLE…

 

 

la ruota dell’anno, i cicli della natura… la sacralità della vita….

 

Il NORD conduce i venti freddi dell’inverno, che purificano la terra con la loro intensità e obbligano ognuno a passare una parte del proprio tempo a non far nulla se non riscaldarsi, stendersi e rinnovarsi.

L’EST invia i venti tiepidi della primavera che seccano, tormentano e obbligano a aprirsi alla illuminazione e alla saggezza, che sono i doni propri di questa stagione.

Il SUD porta i venti caldi dell’estate che fanno aprire completamente alla crescita e alla maturazione, al calore e ai frutti futuri.

L’OVEST conduce con sé le brezze fresche dell’autunno che invitano a rientrare dolcemente dentro sé, ritrovando allo stesso tempo, le nostre forze e le nostre debolezze interiori.
(Michela Chiarelli) tratto dal mio vecchio sito sito…
http://www.anticasophiaitalica.com/site/it/storia-dello-sciamanesimo-italiano.html