Conoscere Michela ha dato una svolta alla mia vita.

Ricordo ancora lucidamente quel giorno di fine luglio come fosse ieri e invece son già trascorsi diciotto anni…
Era bellissima e fra il gruppo di persone fra cui la intravidi, spiccava solo lei col suo maglioncino lilla e i suoi splendidi capelli neri: ricci e lucenti.
Il suo sorriso scaldava il cuore e un alone di luce l’avvolgeva.
“ Ciao io sono Michela e vengo dalla Calabria, precisamente da Trebisacce, un paesino a picco sul mare”.
Mi disse presentandosi…

Già il Mare…

In questi anni ha sempre parlato con tanto amore e profonda nostalgia del suo Mare, e anche se insieme abbiamo visto molte altre località marine, lei lo dice sempre: “ Sì, qui è bello, ma il Mare di Trebisacce è diverso, è unico!”.

Mi ha descritto così bene i suoi colori che ogni volta mi par di vederlo, sopratutto quando dopo il tramonto si tinge di bianco latte e con sfumature di rosa pare una tavola liscia e tranquilla…
Michela ama il mare e penso di poter dire con certezza, che anche il Mare ama Michela…
Ogni volta che andiamo nei nostri mari liguri, la osservo mentre si dirige verso l’acqua con tanto amore, amore puro come quello di un bimbo che si rivolge alla mamma e la cerca per poterla riabbracciare e starle vicino sempre…

Quando giungiamo sulla riva del mare, non importa se l’acqua è freddissima, lei si toglie le scarpe, le lascia ordinate sulla sabbia, e poi si avvicina ossequiosa alla grande distesa salata, la saluta, la ringrazia, lentamente vi immerge i piedi e assapora l’onda che glieli lambisce…
Sta lì con gli occhi chiusi, aspetta e ascolta, ascolta tutto il canto del mare, i suoi suoni… poi avanza lentamente verso il suo centro e si guarda attorno con eterna meraviglia e gratitudine…
Anche il Mare sembra esser contento di rivederla, di riabbracciarla e più di una volta l’ho visto calmarsi immediatamente come lei vi si avvicinava…
A questo proposito vi parlerò di un episodio che ricordo sempre con piacere e che annovero nei giorni speciali trascorsi con lei…
Erano i primi anni che lei si trovava a Torino, e una sua cara amica spagnola che aveva conosciuto in Inghilterra ,aveva chiesto il suo aiuto poiché la sua situazione famigliare era difficile, un po’ complicata e tesa.

Così io e mio marito l’abbiamo accompagnata a Barcellona e abbiamo conosciuto Emma.
Una cara ragazza che ci ha ospitato tutti con piacere e gratitudine.

 

Michela intervenne a rimettere un po d’ordine in quella situazione ingarbugliata, sia verbalmente che fisicamente ed energeticamente.
La missione di Michela durò tre giorni e alla fine di tutto questo lavoro, i piedi di Michela erano pieni di vesciche e piagati.
Lei era provata e ci disse che aveva bisogno di un bagno nel mare, ma anche se eravamo in Spagna era pur sempre febbraio e l’acqua quel giorno, oltre che fredda era anche molto agitata.
Comunque, seppur titubante, Emma ci accompagnò sulla spiaggia sabbiosa del suo quartiere e qui assistemmo a uno spettacolo davvero unico e potente…
Era già buio, e il mare era molto agitato e il fragore delle sue onde copriva ogni rumore lì attorno…

Le onde erano altissime quasi come un palazzo di tre piani, ma era uno spettacolo bellissimo che dimostrava tutto il vigore e la potenza dell’elemento…

C’era la luna piena alta nel celo che rischiarava la notte e il candore della spuma delle onde che si infrangevano sulla sabbia ,creava una cornice unica e spettacolare…
Accompagnammo Michela sulla riva sabbiosa per farle rinfrescare i piedi come era suo desiderio, ma le onde erano troppo alte e c’era vento freddo, la sua amica era spaventata, cercava di farla desistere dicendo che era pericolosissimo bagnarsi col mare così agitato e cercava di convincerla che non era il caso entrasse in acqua.
Ma Michela ci disse di aspettarla a una decina di metri dalla riva e di stare tranquille che a lei non sarebbe successo niente. Così ci fermammo obbedendole, inconsapevoli che avremo assistito a uno degli spettacoli più straordinari della nostra vita.

Con calma si tolse le scarpe e le calze, si arrotolò i jeans sopra i polpacci e nonostante il dolore che doveva provare per il contatto dei suoi piedi dolenti sulla sabbia, non emise un solo lamento e si diresse verso l’acqua.

Come Michela si avvicinò un onda gigantesca si levò davanti a lei e normalmente chiunque ne sarebbe stato sommerso ,invece l’acqua improvvisamente si ritrasse e si adagiò all’indietro senza sfiorarla, sembrava che il mare le desse il benvenuto pronto ad accoglierla ossequioso come se si fosse prostrato dinanzi a lei.

 

Poi si calmò immediatamente, non c’era più nessun rumore e il mare era diventato una tavola appena, appena, spumeggiante, il vento non soffiava più e aveva lasciato il posto a una leggera brezza che profumava di salsedine e di fiori di mare.
Su questa grande e immensa distesa scura, troneggiava la luna piena che sembrava illuminare proprio Michela e solo lei.
Lei che era stata immobile sino a quel momento, entrò in acqua e camminò sino ad averla sotto alle ginocchia, incurante del fatto che si stava bagnando anche i jeans.
Si godeva beata lo spettacolo e parlava con l’acqua, si spruzzava il viso e rideva con il mare, come se stesse parlando con un vecchio, caro, amico.

Noi non capivamo cosa diceva, ma sentivamo una grande energia ristoratrice tutto attorno, era come se il tempo si fosse fermato.
Quando uscì dall’acqua era riequilibrata, felice e rigenerata, e i suoi piedi stavano decisamente meglio, le vesciche erano quasi del tutto scomparse e lei riusciva a camminare nuovamente quasi senza dolore.

Sì, Michela è proprio una Figlia del Mare!

Sandra Chiarotto