Quando trascorri metà della vita vicino al mare, in ogni attimo quella sua magica voce ti strugge il cuore…

Quando ti accoglie come figlia, ti salva … non ti abbandona mai…

Ho capito molte cose osservandolo, la sua voce… il suo mistero, conosco il suo canto, il canto del mare.

Ho osservato molte volte le donne, le figlie del mare: col cuore a pezzi e gli occhi pieni di lacrime si recavano sulla spiaggia.

Si, questa divinazione come tutte le pratiche della nostra antica cultura, si fa in natura, in questo caso ci si reca al mare, si ascolta il vento e si osserva il volo dei gabbiani, si legge ciò che il mare ha depositato sulla riva, si raccolgono conchiglie per conservarle e poter divinare.

Tra le urla dei gabbiani e il vento di scirocco che le spettinava e confondeva, cantavano e rammendando le reti piangevano… gesto antico e rituale in cui ognuna chiudeva il desiderio di rivedere i propri figli, pescatori partiti per mare…

Le osservavo incantata partecipando al canto e alle lacrime… era li che si salutavano le anime degli antenati… e dei propri cari trapassati.

Quelle Donne non dubitavano mai, sapevano che il mare avrebbe risposto e mia nonna diceva:

Quando vai a cercare risposte, quando proprio nulla sembra che abbia parlato al tuo cuore, fermati e aspetta il vento. Si, sarà il vento stesso a parlarti, ma prima lascia andare tutto il tuo dolore, devi buttarlo fuori, donarlo al mare.

Spazzola i tuoi capelli, immergiti, lava i tuoi capelli e le tue labbra come fosse un passaggio, come fosse un allontanamento immediato.

Purifica i tuoi occhi, le tue orecchie, la bocca, urla nell’acqua.

Lava le ascelle, l’incavo delle gambe e l’inguine.

Metti i tuoi piedi in ammollo.

Lascia che il vento prenda con se i tuoi capelli, con loro il vento porti via le tue domande poi, siediti e aspetta con la mente vuota…

Il mare parla…

Onde e venti… volo di gabbiani… barche che tornano… si questa è la sua voce.”

Le nostre genti, erano grandi osservatrici: gesti, simboli, movimenti animali, erano i modi attraverso i quali vivevano il contatto tra il cielo e la terra e lo spirito di ogni cosa ancora oggi, ci parla grazie all’attenta osservazione di ciò che vediamo…

Si intende per positivo il moto verso destra…

Negativo il moto verso sinistra…

In mare noi leggiamo il mare e facciamo divinazione.

Divinazione artificiale, basata sull’analisi di simboli costruiti dall’indovino;

divinazione naturale, basata sull’osservazione di segni naturali ricercati dall’indovino;

divinazione occasionale, consistente nell’interpretazione di fatti accidentali.

© di Michela Chiarelli