Le forze della natura, da esse si sviluppa la vita, esse conoscono il mistero…

Sono sempre rimasta affascinata dall’eterno movimento del mare: mi avvolge e mi coinvolge, rapisce ancora i miei sensi come quella memorabile e spaventosa volta che, tra le sue magiche onde, sono finita.

Le onde e il loro segreto, amato e amabile, conoscono l’antico legame tra l’uomo e le creature del mare. Dio solo sa quanto è profondo!

Quando a quel tempo la vita si sollevò dalle acque, fu subito Dea dell’Amore e dette origine, con i suoi passi, agli abitanti terrestri. Nel cuore degli uomini fu celato il segreto, fu lì che si creò un legame unico e profondo tra chi aveva celebrato la vita come sacra esistenza e sacro vivere, e chi della vita avrebbe fatto esperienza.

Vivere – Esistere -, due parole che furono a lungo custodi di un dubbio e nel mio cuore, si confondevano. Certo, ero una bimba, ma avevo moltissime domande da fare in proposito. Nonna, a seguito della mia insistenza, un giorno mi portò con sé in riva al mare. Il tempo era mutevole, le onde alte e luminose, il cielo si macchiava di grigio e il mare di verde, di grigio e d’azzurro dipendeva da quanto velocemente le nuvole correvano nel cielo.

L’aria profumava di sale e le onde alte rilucevano di luce bellissima e cangiante.

Le barche dei pescatori in lontananza danzavano, ora in basso ora in alto, seguendo morbidamente le onde.

Sembrava facessero parte di un unico individuo, un fiore di acqua, che si apre e si richiude su se stesso.

Come un fiore che si apre e chiude all’arrivo e al calar del sole, le onde, il vento, le barche, i gabbiani, le nuvole, tutto si muoveva armoniosamente e con grazia.

Io correvo sulla spiaggia inseguendo refoli di vento brillante, sfere di luce bellissime con cui danzare non mi stanca mai.

Mi sentivo estasiata da una presenza costante e amica, ricordavo ancora il mio stupore nel realizzare di essere stata già adulta, costatando di trovarmi, ora, nel corpo di una bambina.

Lo smarrimento venne per primo, poi la ricerca e la certezza di non aver vissuto un sogno, ma veri ricordi, reali esperienze.

Mi resi conto di amare il mare come nessun’altra creatura, potente e calma, costante, ma allo stesso tempo diversa.

Ogni onda che nasce, chissà da dove, corre per morire sulla spiaggia odorosa.

Mi sentivo vicina alla scoperta di un grande mistero.

Decisi di camminare ancora, al fianco della mia amata Nonna, chiedendole spiegazioni, ma lei che ne sapeva sempre una, m’insegnò…

<< Mi chiedi se conosco ogni mistero della vita? Io ti posso rispondere dicendoti che conosco i misteri che ho potuto sondare e incontrare sul mio cammino…

Come tutte le creature, mi sono posta domande e a esse ho cercato e spesso dato risposta!

Osserva il mare, Egli è l’esempio di come Dio generò con generosità la vita passando dal centro del suo cuore. Egli cantò il primo canto, che si mosse nell’universo come grande detentore della gioia del suo cuore.

Quel canto si mosse, creando tutto quello che i sensi umani possono oggi riconoscere, ma si mosse come un’onda. Egli restò commosso da quel movimento, fu così che decise che dall’onda sarebbe sempre e costantemente nato un suono. Quello avrebbe ricordato a Dio stesso, e poi alle sue creature, come e quando fu tutto generato.

Dalla risacca si generarono vita e movimento. Alcuni pensano che essi siano dovuti al movimento della terra o del vento, ma c’è qualcosa di più, oltre a queste verità, c’è quella che conosce Amore e che lo genera costantemente.

Devi sapere che in un tempo, di cui oggi nessuno sa, da ciò che le onde lasciavano sulla spiaggia, la gente capiva cosa sarebbe accaduto all’intera popolazione del luogo che costeggiava le sponde marine.

Tu vuoi conoscere la differenza tra vivere ed esistere?

Mia Piccola, osserva il mare e capirai!

Tutto ti sarà chiaro se osserverai con attenzione.>>

La mia curiosità, come al solito, non fu soddisfatta, ma ricevetti altro stimolo per saperne di più.

Cominciai ad ascoltare il suono delle onde e riconobbi un vagito, un pianto e una risata.

Mi adagiai sulla spiaggia sassosa e cominciai a cercare. Visualizzai davanti a me il mare, lo guardai a lungo, finché tutto nella mia visione cominciò a ruotare – talmente tanto – da causarmi una forte nausea e un dubbio su dov’ero e chi ero.

Il mio corpo non era con me. Tutto attorno era luce e acqua; fuoco e acqua, fuoco e terra, terra e aria.

Io ero Uno con ciascuno di questi elementi, a essi collegata, partecipe e creatrice. Io, come parte umana, non potevo percepirmi. Cominciai così a sentire che tutto il mio essere dondolava nella pace e nella calma, nella luce e nella sapienza, nella bellezza e nella grazia.

Tutto era in me e in tutto ero io, ma come bambina umana non esistevo.

L’origine di me era palesemente eterea e sensibile, forte e leggera, effimera eppure densa.

Nel dondolio io, quello che conoscevo come “ Io ”, non esisteva, percepivo solo la mia coscienza. Piansi di gioia, nel vento e nell’acqua, nel fuoco e nella terra, con Dio e col cielo. Così scoprii una figura alta e luminosa al mio fianco che sorrideva e, dietro di lei, tutte le donne della mia famiglia: grandi donne, madri, mogli e Dee; tutte con me e in me. Vidi fate, sirene, folletti, angeli, tutti insieme, tutti uniti, tutti con me.

Una grande conchiglia apparve alla mia coscienza. Da lei si generò il suono più meraviglioso che io abbia mai udito. Poi, dalle sue valve, si erse innanzi a me un muro d’acqua e di luce che la mia coscienza attraversò con facilità e mi fu dato di vedere un mondo manifesto, fatto di forme dense e dure, differenti l’una dall’altra. Vidi giacere il mio corpo sulla spiaggia mentre, oltre il muro, si delineava un mondo fatto di energie dove vidi me: la parte più vera di me!

Lì tutto è luce, tutto esiste, tutto è bello, incontaminato e brillante, dove i bambini corrono felici e saltano giù dentro un’esistenza. A ogni salto lentamente, dal cuore del mare, si crea un’onda che dalla profondità del mare, si muove per raggiungere la riva. Per ogni bimbo un viaggio nuovo, che può essere lento e lungo o breve e intenso, si prospetta. All’arrivo sulla spiaggia spuma e rumore, forza e fragore si disperdono e l’essenza del bimbo che partì torna al cuore del mare.

Essere – Esistere è davvero diverso dal vivere.

Come un’onda, quando viviamo, corriamo dalla profondità del mare alla sua superficie. Alla fine, quando abbiamo posseduto dell’onda ogni caratteristica, non c’è più motivo di restare e quindi ci si trasforma e ci si rigenera. Apparentemente l’onda si dissolve sulla battigia, quasi a scomparire, in realtà, il suo vivere e il suo esistere, non passano senza lasciare segno. La sua forza non soccombe all’impatto, ma genera altre onde che la sospingeranno indietro verso l’origine, verso la grande unione con la coscienza pura, quella priva di limiti, priva d’inizio e di fine.

Altre onde, milioni di vite, una sola grande esistenza, questo è il grande progetto di Dio.

Capii di essere molto più di quello che credevo, almeno fino a quel momento.

Sentii un forte dolore farsi spazio, era l’incertezza che si fece amichevole compagna, compagna che non abbandona.

Ora, sapevo che tutto si rigenera e questo pensiero mi affascinava. Qualcosa, però, cominciò a muoversi sotto l’influsso dell’incertezza, così, mi resi conto che l’incertezza cresceva perché non riuscivo ancora a comprendere tutte le componenti di quel concetto. Piansi e cominciai a sprofondare, tristezza e paura si fecero strada. Io mi sentii sola e disperata, stavo per sprofondare in un buio denso e senza fondo, quando una mano forte mi aggrappò e mi trattenne, prima che mi perdessi nel nulla della disperazione, ero me, era me, quella vera: la mia Anima.

Coscienza e Anima si sviluppano una dalla altra, ma restano a lungo divise e distanti, l’anima sviluppa coscienza nuova in ogni viaggio e, lascia trapelare solo piccoli spiragli di chi è davvero, perché altrimenti, la natura umana che si sviluppa da quella ricerca, sarebbe incapace di vivere una vita piena e libera.

Guardavo me stessa gli occhi, il sorriso, ero di fronte al più grande prodigio della mia vita.

Lontanissimo percepire, difficile da comprendere, io in due luoghi, in due coscienze, una vincolata ad un corpo, limitata dai contorni umani, l’altra sconvolgente e illimitata.

L’umanità perse importanza, io quello che conoscevo comprese la sua piccolezza e, si lasciò plasmare da quella coscienza magnifica e lucente.

Così sorrisi a quell’essere, cui chiesi di manifestare se stessa pienamente attraverso me, umana parte di un grande progetto.

Mi disse cose che appartengono al mio cuore, la salutai certa di vederla ancora.

Aprii gli occhi e vidi Nonna che piangeva, curiosona com’era, certamente mi aveva visto affrontare la paura e la disperazione, la abbracciai e piansi tutto il mio dolore.

Piansi il tempo andato, la vita trascorsa e lo spazio già percorso della mia onda, la paura di restare di nuovo sola.

Poi qualcosa in me cambiò, tutto era mutevole, nulla eterno, tutto continuo, tutto saggiamente bello. Compresi il segreto, una vita unica non può essere né la fine, né l’inizio, ma solo una piacevole, seppur a volte dolorosa, parentesi.

Nonna cantava nel vento, un canto antico e bellissimo, fatto di sospiri e dolcissime note, i suoi capelli scompigliati dal vento, la luce dei suoi occhi pieni di lacrime, s’impressero per sempre nel mio cuore per non lasciarmi mai.

Come il ricordo palpabile del profumo di un bosco in autunno, e l’odore del mare o il vento che mi accarezzava forte il viso, spruzzandomi di acqua di mare.

Un’onda è Vivere, la risacca è l’Esistere.

Una nell’altra, abbracciate, ma separate e distinte l’una dall’altra.

Rimasi a lungo abbracciata a quella donna insostituibile, quel perfetto istante è in me, il momento in cui la verità si rivela bellissima e dolorosa allo stesso tempo.

Ciò che è sofferenza e dolore appartiene alla mia forma umana, non è della mia anima …

Lei sa, lei conosce…lei gioisce.

26/7/1989

  1. I Cambiamenti

Vedere tutto questo, mi diede molto su cui riflettere, correvano innanzi a me moltissime idee e i pensieri si affollavano, se quello cui avevo assistito, mi aveva insegnato qualcosa, era proprio il fatto che tutto è unito, tutto è trasformazione.

Recati al mare o lungo un corso d’acqua, quando vuoi effettivamente lavorare su te stessa, raccogli tre margherite, porta un pugno di sale.

Cerca nel tuo cuore, la situazione che ti rende infelice e visualizza risoluzioni positive.

Coltiva nel tuo cuore la certezza di trovare soluzione, versa il sale nell’acqua e lancia le tre margherite pronunciando la formula.

Formula

Una, per me,

Una, per la mia esistenza

Una, per la verità!

Mi sia dato di conoscere

Ciò che di me avverrà!

Venga a me la soluzione

Cui credo con tutto il cuore.

Mi sia dato di vedere

Realizzato in realtà

Il benessere cui aspiro

Manifestato già!

© di Michela Chiarelli