” Nonna, la guardai con le mani sulle mie ginocchia insanguinate, quante altre volte dovremo cadere sotto il peso della vita? Non lo so figlia mia… Ma non commettere l’errore di pensare che è sano chi non è mai malato nè che sia forte chi non cade mai...Crescendo vedrai che da una guaritrice tutti si aspettano guarigione, e si aspettano uno stato di salute perenne… Che potessimo essere sempre sane… come se fossimo Dio.

Purtroppo le persone credono che guarigione sia stare senza dolore, senza problemi, felici e rilassati… desiderano essere statici e senza stimoli e invidiano un qualcosa di inesistente. Vedi guarigione è un processo, un traguardo, è un percorso; si costruisce manomano non è uno stato costante… Non è immobilità perché è vivo…Non è assenza di dolore…La Moderna medicina ci ha convinto che ogni dolore vada soppresso, represso e noi occidentali non permettiamo più al corpo di parlarci.

Quando il corpo chiede attenzione tutti tentano di togliere via il dolore, di sciogliere le contratture, di rimuovere dolori e traumi. Ascoltami bene figlia nel dolore fermati, ascoltalo, impara la sua lezione, parla la sua lingua. Quando stai male ascolta il tuo corpo e, allora sì che sarai portatrice di guarigione e, ricordati che forte non è chi non cade mai, forte è chi cade, accoglie e cura le sue ferite e si risolleva e ricomincia a camminare…”Da: Dialoghi con Nonna Malva 1991

Michela Chiarelli ©