IL PESO DELLA CONSAPEVOLEZZA

Qualcuno mi ha chiesto come riconosci una persona spirituale?

Diciamo che posso darne una mia percezione… per me

La persona che ha fatto veramente un percorso la riconosci perché non giudica, perché non è aggressiva bensì comprensiva, perché si fa rispettare, perché si fa valere ed invita gli altri a fare altrettanto, segue i suoi sogni senza cancellare gli altri.

La riconosci perché aiuta ma non si fa sfruttare, perché onora la natura, perché ama gli alberi, perché sente e riconosce il Divino in ogni forma vivente e la rispetta ovunque ed emana spiritualità dal suo stesso volto.

Ha una grande consapevolezza e non prova invidia verso i successi altrui… parla greco con i greci e latino con i latini.

Coglie in ogni aspetto della vita Amore e Bellezza anche quando soffre.

La riconosci perché ha sofferto e quindi ti capisce, si commuove con te, ma non si fa schiacciare. La riconosci perché è solida, perché è matura, perché non ha un ego gigantesco.

Non dà più la colpa agli altri, ma è padrona delle sue scelte e se ne assume la responsabilità. La riconosci perché è consapevole: la realtà la vede, si rende conto delle cose, delle piccole e grandi manipolazioni; e non ci casca.

Sa di poter sbagliare, si rende conto degli errori e se sbaglia verso qualcuno sa chiedere scusa.

Inoltre condivide ciò che sa e non usa tale conoscenza per mortificare gli altri, non ingiuria gli altri e non vanta la propria profondità a discapito degli altri. Custodisce la propria spiritualità, non dice “io sono spirituale”.

A proposito di percorso… Fare un percorso spirituale significherebbe fare qualcosa di pratico per riavvicinarsi a Dio invece modernamente, per la maggior parte delle persone occidentali questo “fare qualcosa di pratico” significa meditare, fare yoga, recitare mantra e fare altre cose “comandate” da una religione (o da un mix di religioni e credenze varie personalizzate) in genere orientale (ora va di moda il buddhismo, ammettiamolo) oppure da pratiche Pagane che in realtà sono Panteistiche o Wiccan.

Sarete d’accordo con me… come sempre in Occidente si cerca Dio fuori da sè e la maggior parte di terapeuti si sono riciclati intorno a una certa età da altre discipline e lavori.

La vera conquista di un percorso spirituale è però sicuramente la capacità di amare: non l’amore come sensazione, non l’amore inteso come innamoramento ma l’amore che si è appreso, l’amore legato alla conoscenza, al rispetto, alla coerenza.

L’amore si impara e tutto il percorso dovrebbe in realtà ruotare proprio intorno a questo obiettivo: imparare ad amare l’amore. Verso se stessi, verso gli altri, verso il cosmo significa anche non fare cose stupide e correre rischi.

Non praticare rituali o Magia quando non se ne conoscono i meandri meravigliosi e gli effetti pericolosi.

E l’amore così come la magia si può imparare anche senza essere Buddhisti o Wiccan e senza fare yoga e Rituali.

Nello Sciamanesimo Italiano esistono passaggi di consapevolezza e studio… il percorso è personale è il viaggio della vostra Anima che va incontro alla propria essenza…

Dunque Buon Viaggio!

Se volete possiamo fare qualche tappa insieme…

Michela Chiarelli ©

https://www.michelachiarelli.com/percorsi-sciamanici/