Tratto dal mio primo Best Seller Favolisticamente Magia

 

Nonna Malva iniziò a narrare:

«Una volta, uscii in barca al largo, in mare aperto…

 

Chiesi a Nonno di accompagnarmi, sentivo che c’erano cose che dovevo sapere e che solo il mare mi poteva dire. Eravamo in un momento storico in cui gli uomini, stavano di nuovo unendosi tra loro per creare qualcosa di innovativo…

Tre giorni prima avevo fatto divinazione magica e, in quell’occasione, i segni mi dissero che avrei tratto potere dal mare.

E così il giorno dopo mi diressi con quella barca in mezzo al mare…

La giornata era calma e il sole bello alto nel cielo.

S’ avvicinava mezzogiorno e pregai il Nonno di stare tranquillo: qualsiasi cosa fosse successa non avrebbe dovuto cercarmi se all’improvviso fossi scomparsa.

Legai alla mia vita una cima e mi calai in acqua. All’inizio era freddina, ma poi riuscii ad abituarmi. A un certo punto cominciai a rilassarmi restando a galla completamente immobile e sdraiata, così, che l’acqua potesse cullarmi. Immaginai di entrare nella mia stanza delle proiezioni: proiettai la mia domanda al mare e richiesi immediata risposta mentre esso mi cullava.

Il Nonno vide in lontananza una pinna solcare le acque, ma non disse nulla per non disturbare il mio lavoro. Solo in seguito mi confidò la sua paura che fosse uno squalo…

Io non mi mossi mentre la pinna si avvicinava.

Così scoprii che questo essere era un delfino femmina.

Il magnifico animale prese con sé la mia coscienza e mi spiegò –  tramite immagini che vi proiettò – ciò che mi sarebbe successo. Sentivo la sua voce dolce e soave.

Vidi me nuotare al suo seguito fin dentro le profondità del mare senza nessuna difficoltà a respirare. Io ero completamente immersa nell’ acqua … e l’acqua mi mostrò i suoi segreti. Fui accolta da un bellissimo tritone che nuotava accanto a me e percepii dei suoni molto acuti provenire da lui. All’improvviso milioni di sirene mi accolsero con canti di gioia e di felice benvenuto.

Erano le creature più belle che avessi mai visto! La loro pelle era azzurra e tatuata con simboli antichi che, un tempo anch’io conoscevo. Mi emozionai e piansi per quell’onore che mi era stato riservato.

Essi mi ringraziarono e dissero che nessuno della specie umana rivolgeva mai loro attenzione e domande ormai da più di mille secoli…

Mi fecero capire e sentire loro gratitudine. A un certo punto io chiesi loro cosa potessi fare per aiutarli. Mi dissero che il solo fatto di essere lì rappresentava per tutti loro un grande dono. Avevano molte conoscenze che finalmente potevano trasmettere a un essere umano meritevole. Mi confidarono che, da allora in poi, ogni mio discendente avrebbe ricevuto la salvezza e la salute dalle acque del mare…

Mi raccontarono perché loro scelsero di vivere in mare ».

“ Il mare è tutto, tutti siamo acqua e quindi siamo connessi a tutte le specie viventi, a tutto il sistema del pianeta terra…

E così delfini, orche e capodogli e sardine, tutti con tutti in tutto sempre…”

Essi mi mostrarono una bellissima città sommersa, fatta di cristallo puro, iridescente e auto-illuminante: un tesoro in fondo al mare di una bellezza impareggiabile.

Mi dissero che la grandezza dell’uomo risiedeva nell’avere la possibilità di percepire moltissime cose e che le nostre razze una volta erano Una. Solo una parte scelse di stabilirsi in l’acqua, mentre l’altra scelse la terra…

Le due specie erano sorelle e unite, compagne nell’evoluzione.

Poi mi mostrarono qualcosa che io non conoscevo.

Mi portarono al centro del palazzo dove splendeva il sole della loro città e mi dissero: “ Il nostro sole è l’unione di un cuore umano e di un cuore di sirena. Nell’amore e per amore essi rinunciarono a un pezzo del loro cuore e crearono la vita e la sussistenza per questa nuova razza che voleva vivere in fondo al mare in connessione con il Tutto. Nacque una razza mezzo uomo e mezzo pesce: la Nostra Razza. Quell’uomo era un tuo antenato e tu sei qui per questo.

Vuoi indietro il cuore? “

Io risposi: “ No, voglio sapere come posso aiutare più persone…”.

Loro mi chiesero: “Davvero non vuoi il cuore? Il sacrificio del tuo antenato ha fatto sì che da allora nella tua famiglia, le bambine nascessero con gravi insufficienze cardiache… Sei sicura? “.

 

Io risposi:  “ Sì, sono sicura, la mia famiglia e io siamo forti e la vostra razza merita il nostro sacrificio “.

Il Tritone aggiunse: “ Bene, preziosa creatura umana, con questo tuo gesto salvi tutta la mia gente ed essa ti sarà debitrice per l’eternità; a te e alla tua discendenza. Verrà il giorno in cui una preziosa bambina tua discendente, verrà dalle onde rapita portata in fondo al mare e curata…”.

Io esclamai grata: “ Grazie!…”.

Lui mi rivelò ancora: “Vedi, ella trarrà dall’acqua il suo potere e la sua vita sarà presa e poi ridata da tutte e quattro le popolazioni che vivono negli elementi: fuoco, acqua, terra e aria. Da quel momento dovranno passare vent’anni prima che la piccola guarisca. Solo allora ella guarirà completamente il suo cuore…e il cuore di tutta la tua razza.

Per far questo però, la sua forza, la sua dedizione e la sua purezza saranno messe alla prova con prove fortissime, molto dure e soffrirà molto per togliere da quel cuoricino, ogni traccia di cattiveria umana. Sarà abbandonata e dimenticata. Tu la crescerai…e così saprai che quella

 

e’  la  bambina  prescelta

 

A cui insegnerai l’arte magica. Camminerà tra i mondi con Amore e Giustizia…”

Poi continuando disse…

“A te cara, per ringraziarti della tua venuta, ora io darò i pesci fatati. Essi rappresentano tutti i metalli, ma solo il lato più puro di ognuno di essi…”.

 

Muovendo le mani con gran disinvoltura, creava luminescenti creature che venivano verso di me mentre dichiarava:

 

“ Ti dono il Pesce d’Oro affinché porti a te e alla tua discendenza il potere sulle cose terrene, il potere del Sole e del Maschio. Esso favorisce successo in tutti i campi. Se te ne serve il potere, invocalo su un anello insieme con una candela bianca.

 

Ti dono il Pesce d’Argento: che porti a te e alla tua discendenza il potere sulle cose terrene. Il suo potere è lunare e puro Femminino. Favorisce intelligenza, sincerità, amore durevole. Se te ne serve il potere, invocalo su un anello d’argento insieme con una candela indaco o celeste…

 

Ti dono il Pesce di Ferro affinché porti a te e alla tua discendenza il potere sulle cose terrene, il potere Maschile della Terra. Esso rappresenta forza e perseveranza. Invocalo insieme al fuoco, per proteggerti e rafforzarti in tutti i problemi difficili. Se te ne serve il potere, invocalo su un chiodo insieme con una candela verde o arancione.

 

Ti dono il Pesce di Rame affinché porti a te e alla tua discendenza il potere sulle cose terrene, il potere Femminino dell’acqua. Esso canalizza le energie celesti congiungendo il cielo e la terra. Favorisce la comprensione immediata e l’armonia, dona pace interiore e aiuta tutti i rapporti. Se te ne serve il potere, invocalo su un filo di rame e una candela verde scuro.

Ti dono il Pesce d’Acciaio affinché porti a te e dalla tua discendenza il potere sulle cose terrene. Il potere maschile dell’Aria protegge e tiene lontani Incubi e Succubi. Invocane il potere intrecciando una rete a una rondella, che porrai al capezzale di chi non dorme.

 

Ti dono il Pesce di Piombo affinché porti a te e alla tua discendenza il potere sulle cose terrene, il potere Maschile del Fuoco. Se te ne serve il potere, invocalo su un pezzo del metallo che, insieme con una candela nera, terrà lontano il male dalla casa e la magia nera da tutti gli abitanti.

 

Ti dono il Pesce di Stagno affinché porti a te e alla tua discendenza il potere sulle cose terrene: tienine un frammento sempre con te. Mettine un pezzo a forma di spirale in una bottiglietta di olio di ginepro. Ungici le cose e persone che sentirai necessitare di fortuna e potere.

 

Questi doni, come luci variopinte, entrarono al centro del mio cuore e si estesero in tutto il mio corpo e nella mia coscienza, amplificandone le capacità. L’energia pura dei metalli si fuse con la mia e il mio corpo e la mia coscienza ne risultarono ristrutturati e rigenerati.

 

Mi sentivo forte e sebbene comunicassi con loro attraverso immagini o proiezioni mentali, udivo i loro dolcissimi e acuti suoni. Erano suoni che mi riportarono nel grembo di mia madre, quando lei incinta, passeggiava a piedi nudi nell’acqua del mare. Ella si concedeva questo rituale in ogni stagione e con ogni temperatura. Tutti i giorni, al mattino e alla sera, andava sulla spiaggia come per un appuntamento e ora io lo ricordavo. Nel mio cuore, in quei momenti, avevo voglia di comunicare la mia gioia il mio ringraziamento, ma non avendo un apparato vocale simile al loro, non potevo far altro che proiettare immagini in cui mi prostravo e ringraziavo. A un tratto si avvicinò la Sirena Regina. Riconobbi che era la Regina perché era la più bella tra le meravigliose creature del mare, con un corpo delicato e un viso gentile e brillante.

 

Lucenti e piccolissime scaglie le ricoprivano il corpo, donandole un’iridescenza argentea che riluceva tutto intorno. Emanava un suono soave: era la sua voce, una voce dolcissima che potevo percepire con l’udito. Ella mi abbracciò e mi disse che da lei avrei ricevuto il dono della voce e la forza della parola per me e per tutta la mia discendenza. La prescelta, in modo particolare, avrebbe ereditato il suono melodioso di tutte le sirene esistenti, quando sarebbe andata anche lei in fondo al mare…

 

Io mi preoccupai che per una bambina sarebbe stato uno choc essere rapita dalle onde, ma ella mi assicurò che la bambina sarebbe stata al sicuro da subito…

Che un tritone l’avrebbe presa tra le braccia, portata da loro, curata e riportata subito sulla terra. Era una promessa di fedeltà reciproca e perenne…

 

In fondo al mare mi sentivo serena, tranquilla e leggera. Il cuore non conteneva più alcun legame, alcuna sofferenza. Soltanto una sensazione di fresco mi pervadeva il petto. Volevo solo stare con loro ed essi ne erano felici. Mi insegnarono altre cose sulla creazione del mondo.

Mostrarono alla mia coscienza la prima cellula vivente organica che si sviluppò in acqua, i primi esseri, i primi filamenti di DNA, si composero in acqua. L’acqua viene dallo spazio: non è terrestre.  L’acqua –  proprio per questo – è la culla della vita. La creazione scelse l’acqua come suo canale, come suo trasporto per arrivare sulla terra e continuare nella sua magnifica opera.

Così la divinità nacque. Scelse questo pianeta e venne giù come una piccola scintilla di vita ed entrò nelle profondità del mare primordiale. E lì si nutrì e crebbe all’interno di una magica conchiglia, come una magnifica perla Rosa. Così accrebbe la sua coscienza continuando a richiamare acqua dallo spazio, affinché ce ne fosse in abbondanza, e da lei venne ogni cosa. Abbassò le temperature chiamando il vento gelido del Nord e poi fece evaporare i ghiacci richiamando il vento caldo del Sud, creando suolo fertile sul quale poi creò alberi e piante. Portò la conchiglia in superficie e camminò sulla Terra, ma non dimenticò mai il mare:

la sua casa, la sua vita, la sua generazione…ella Amò tutto ciò che aveva creato…così divenne Amore…

Amore era ciò che io sentivo ora nel cuore. La mia discendenza tutta e la prescelta, sarebbero nate sotto l’influsso di questo sentimento e del pianeta che poi prese il nome della Dea…

Quel pianeta è Venere.

Mi trattenni con molti di loro che mi ringraziarono e benedirono,

ma poi venne il delfino di nuovo e mi fece capire che era tempo di andare. I Sirenidi mi accompagnarono fin quasi alla barca.

Ci salutammo e io ripresi coscienza del mio corpo, aprii gli occhi: era notte inoltrata!

Il Nonno mi disse: “Eccoti finalmente!  Ho temuto davvero…”

 

Tutto attorno rilucevano le lampare. Mi aiutò a salire e mi disse che era preoccupato, ma fiducioso, anche se ormai da otto ore ero sparita nelle profondità del mare…»

Io, Alchimilla, a occhi chiusi, avevo registrato e vissuto questa favola con un’intensità incredibile. Quando sentii il suo silenzio mi accorsi che la favola era finita e mi accorsi di aver pianto…

Avevo visto tutto chiaramente quelle immagini erano dentro di me. Fu la prima volta che riuscii… a vedere chiaramente tutto.

Sentii Nonna Soffiarsi il naso…e io – bendata-  rimasi lì, immobile…

Nonna mi chiese: «Vuoi che ti tolga la benda Alchimilla?»  risposi «No Nonna, voglio restare ancora un po’…»

Avevo quasi dodici anni…e compresi completamente il mio viaggio in fondo al mare a nove…

Avevo ricordi confusi, cui nessuno credeva; solo la mia Cara Nonna…

Io le chiesi: «Nonna, sei più tornata laggiù». Lì per lì lei non rispose…

Dopo un po’ disse: «Quello che succede nella mente, succede davvero. Se lo immagini è successo, se vuoi essere in un posto… ci sei già …non dimenticarlo mai»

 

«Io… non ho mai più lasciato il mare…»

 

Ah! Quando soffia il vento di ponente, tutto alle Tre Bisacce sembra sollevarsi, per dirigersi leggero verso il sole, i guardiani suonano le loro conchiglie e le fate cominciano a danzare. Tamburi di legno di ulivo suonano un ritmo incantevole e il grande libro viene sfogliato; dal movimento delle sue pagine, leggeri refoli di vento danno poi vita al fortissimo vento di Ponente. Il Ponente soffia da Ovest è un vento potente fatto di aria e di acqua, spesso porta umidità e pioggia, ma prima che arrivi la pioggia, quando alti nel cielo si trovano tutti insieme, le silfidi danzano così velocemente e sfiorano l’immensa superficie marina per richiamare le sirene. Quando le sirene giocano con le fate, il mare è sempre più alto. Le sue onde s’increspano di spruzzi e l’aria sa di sale e le sirene meravigliose, mostrano le loro code argentee tra i flutti del mare.

Quando il mare è mosso le sirene, si mostrano, si confondono con le cangianti meravigliose onde, ma se usi la dovuta attenzione, vedrai le loro code e sentirai il loro canto, confuso tra il fragore delle onde che, in un continuo muoversi, sospinte dal vento di ponente, puliscono il mare dalle scorie che spesso, noi esseri umani lasciamo nelle sue acque…

Michela Chiarelli @