Ho preparato un piccolo glossario esplicativo per fare chiarezza sul mondo della moderna spiritualita’ che è definita Paganesimo.

Il termine “pagano” deriva dal latino pagānu(m) dove indica il “civile”, il “campagnolo”, contrapposto al “militare”.

Il termine paganus iniziò ad essere adottato dai cristiani dell’Impero Romano per riferirsi a tutti i non cristiani, in particolare a coloro che continuavano a rimanere fedeli alle loro tradizioni Sacre inerenti i cicli del Sangue e del latte femminino materno e Divino, e nel ciclo della sacra Semina e del sacro Raccolto.

Pagānus deriva a sua volta dal termine latino di pāgus (villaggio).

Le piccole comunità onoravano i cicli della natura e la produttività della terra il paganesimo non è credere in divinità appartenenti a numerosi pantheon, seppure in modo dispregiativo i moderni religiosi appellavano come “pagano” sinonimo di retrogrado, tutto ciò che era diversamente classificabile in ambito religioso come per esempio:

Idolatria

Il termine idolatria (dal greco εἴδωλον, éidolon cioè idolo, e λατρεία, latréia cioè culto) indica una fase religiosa, individuata da John Lubbock[1], anteriore alla credenza in divinità creatrici e soprannaturali, durante la quale le divinità, rappresentate sotto forma di idoli, avrebbero assunto caratteri antropomorfici. Il termine con riferimento alle religioni delle popolazioni di interesse etnologico (vedi etnologia), indica in blocco le religioni pagane o idoli o feticci (vedi Feticismo) che adorano un’immagine iconografica o un oggetto.

Politeismo

Con il termine politeismo si individuano e si classificano nella storia delle religioni quelle forme religiose che ammettono l’esistenza di più divinità destinatarie di un culto[1].

Nella storia delle religioni del XIX secolo, in particolare nella scuola evoluzionistica, il politeismo è stato considerato come preceduto da forme di religiosità arcaica che si esprimevamo non nei confronti di divinità, ma verso oggetti inanimati (feticismo) o generici spiriti (animismo) o demoni (polidemonismo) [4], ma anche totem (totemismo), o forze impersonali (mana, preanimismo) [5] oppure con la costruzione di una religiosità fondata su riti magici (dinamismo magicorituale) [6]. Solo con il progresso della civiltà sarebbe sorto il politeismo come culto di esseri divini per lo più in forme antropomorfe.

La teoria elaborata dalla “scuola dell’Ur-monotheismus” (fondata da Wilhelm Schmidt, e per questo indicata anche come Scuola di Vienna), sostenne invece che la religiosità antica era rappresentata inizialmente dal monoteismo Femminile e matriarcale.

Panteismo

Qualsiasi concezione filosofica per la quale Dio è l’universo nella sua totalità, pur non essendo nessuna delle cose in quanto tutte le trascende, ed è al tempo stesso in tutte le cose in quanto ragione d’essere di ciascuna.

Una visione del reale per cui ogni cosa è permeata da un Dio immanente o per cui l’Universo o la natura sono equivalenti a Dio.

Dinamismo Magico Rituale e Sciamanesimo Italiano.

Gesti rituali e tecnici che si prefiggono lo scopo di influenzare gli eventi e di dominare i fenomeni fisici e l’essere umano con la volontà; a tale fine la “magia” può servirsi di gesti, atti e formule verbali, o di rituali appropriati.

Le tecniche di Dinamismo Magico rituale o Sciamanesimo possono essere raggruppate convenzionalmente in cinque categorie:

La cosiddetta magia simpatica o d’incanalamento, in cui l’effetto magico è perseguito tramite l’utilizzo d’immagini od oggetti che possono essere usati, ad esempio come rappresentazione simbolica della persona cui si vuole fare del bene o si vuole nuocere, oppure per rappresentare lo scopo che ci si prefigge (ad esempio con l’uso di amuleti e talismani).

La magia da contatto, caratterizzata dalla preparazione di pozioni e filtri magici, sacchettini da indossare, talismani o amuleti da portare con sé, creati utilizzando oggetti ed ingredienti più o meno naturali.

La terza forma di pratica magica è l’incantesimo, che agisce tramite parole (un esempio tipico è abracadabra) o altre formule magiche.

La quarta categoria è quella della divinazione, utilizzata per ricevere informazioni attraverso varie arti mantiche (come l’astrologia, la cartomanzia, la chiromanzia) oppure attraverso dei talenti propri dell’operatore (come ad esempio attraverso i presagi, o nella preveggenza e nella medianicità).

La quinta categoria è quella di similitudine: il simile produce il simile, un esempio può essere quello rappresentato da alcuni popoli primitivi, i quali, prima di andare a cacciare, imitavano i movimenti, i versi ed i comportamenti in genere dell’animale che desideravano catturare.

Un percorso spirituale e sciamanico non per forza è un percorso religioso, la moderna ricerca della spiritualità, termine che riguarda, a grandi linee, tutto ciò che ha a che fare con lo spirito, ha svariate accezioni ed interpretazioni.

Il suo significato più semplice è il concetto che oltre alla materia tangibile esista un livello spirituale di esistenza, dal quale la materia tragga vita, intelligenza o almeno lo scopo di esistere; tuttavia può arrivare ad includere la fede in poteri soprannaturali (come nella religione), ma sempre con l’accento posto sul valore personale dell’esperienza. L’attribuzione di spiritualità a una persona non implica necessariamente che quella persona pratichi una religione o creda, in generale, all’esistenza dello spirito; in questo caso la spiritualità è vista piuttosto un “modo d’essere” che evidenzi scarso attaccamento alla materialità.

Michela Chiarelli ©