Una poesia scritta per me, dopo aver letto il mio libro sull’arte dei Suoni Sciamanici… Arpa

https://www.macrolibrarsi.it/…/__arte-dei-suoni-sciamanici-…

L’ arpa di Natale.

Hai mai pensato a una faccia da Do diesis maggiore?
Faccia da alchimista di sicuro un sognatore, che col
verde naturale degli occhi delle foglie, casermoni e
bancomat in rosso negli sguardi altrui già scioglie.E sorride con chi ignaro e a sua insaputa poi lo segue,
tra mandala di vetrine litio d’ outlet e manichini.
Un grammofono che canta graffi e note senza tempo,
forse il mantra di chi passa del dolore nebbia e ponti…Per scoprire di ferite quadri, note e nuovi spazi. Qualche
specchio color ruggine di vino, che son palmi d’ astro scuro.
Poi le dita del mattino, che d’ ogni lama e crosta d’ odio fanno
brezza di scogliera.
Hai mai visto faccia da do diesis minore?
con Hermes che con la lira da quel poster lieto arpeggia del
cuore i silenzi e l’ assenzio di Dio, il mistero del verde e del bianco.
Da puleggia ogni riso e ogni pianto… Faccia da Do diesis, sguardo
anemone e di fango !!!
Fango torbido di foce nude chiavi d’ alba e nubi. Una faccia da
do diesis fa dei viaggi dolci e crudi, forse glabri come pietre
di risacca tra le dita, e il suo viso che è caicco taglia onde di
altra vita, che tra naso guance ed occhi
di ferite son gli specchi… da pulire a mani strette .Il do diesis dà alla faccia il riflessso altrui del sesso negli
incontri nella calca. E son corde i suoi capelli, Pontachartrain
di toni d’ arpa, fusi orari come carte, tre di coppe il seme arde.
Arde e danza con tre donne che sono una nei tuoi ricci.
E la tua danza non consente Gram & Selfie o algoritmi.

Perchè oltre i vetri ocra e opachi, orgia fredda degli adobbi.

Chi ha una faccia da Do diesis suona sempre i propri accordi…
anche quando sono sogni come ricci nel fogliame.

Stefano Stringini.