🌺 Regressus ad uterum

La Notte Sacra di Ognissanti tra spiriti e talismani la discesa nel buio

In un’epoca moderna in cui tutti possono avvicinarsi ad antiche pratiche impariamo ad osservare il tempo come lo vede una Sciamana.

Autunno è tempo di calma, è tempo di stare con se stessi di scendere nelle profondità del proprio essere come un seme che nelle profondità della terra perde i suoi confini per dare origine a nuova vita.

Ognissanti, è un momento di passaggio molto importante, che segna la fine della stagione verde e l’inizio della vita del seme, custodito nel terreno.

Simbolicamente per gli Sciamani questo è il tempo ideale per ritirarsi nel buio, che a differenza di quanto si crede è fecondo.

In quanto tale è anche il momento adatto per investigare la propria interiorità privandoci di tutto ciò che è apparenza, esteriorità.

Ognissanti segna l’inizio del semestre oscuro, si porta a termine ciò che ancora non è stato concluso, si saldano eventuali debiti e si riscuotono eventuali crediti.

In questo giorno così particolare il velo che separa il mondo dei morti da quello dei vivi si assottiglia e per questo è più facile avvistare gli spiriti e comunicare con loro, ed è anche il momento ideale per Onorarli, disponendo alimenti davanti alla porta, preparando altari votivi e disponendo sedie ove farli accomodare.

Uscite e recatevi in un luogo isolato solo per stare in ascolto.

Potrete anche visitare Grotte Carsiche, in sicurezza mi raccomando e con delle guide.

N.B: Non correte rischi se non avete esperienza.

Una volta riemersi in superficie preparate l’Altare di Ognissanti.

Vestite l’altare di bianco, nero e rosso o arancio.
Come sempre mettete sull’altare i simboli della stagione: zucche, la jack o’ lantern, pigne, mele e ghiande.

Al centro mettete un calderone, simbolo del ventre della Dea e un brucia-incensi.
Aggiungete tre candele una bianca, una rossa e una nera.

Altare dei morti o degli Antenati.

Inserire i defunti nel nostro altare, aiuta
a mantenere con questi un dialogo d’amore e saggezza, ricordandoci da dove veniamo e
dove stiamo andando.

Accanto al calderone mettete un pezzetto di pergamena e una penna da usare il 31 ottobre per la celebrazione di Samonios.
Al centro dell’altare ponete le fotografie dei vostri cari ormai defunti, salvo che non abbiate già allestito un altare dei morti.

Una pira, un grande cero, oppure un braciere: il fuoco svolge un ruolo molto importante. Anticamente per la sera di Samuin (antico nome della festa in Irlanda) tutti i focolari erano spenti e ripuliti, quindi preparati con le fascine per essere accesi la notte con il fuoco sacro del grande falò centrale. Il fuoco nel focolare rappresentava l’abbondanza, il benessere, la sicurezza e la salute. Infatti, un tempo, i cibi erano cotti sul fuoco del camino che era anche l’unica fonte di calore della casa.

Calenda o Ogni Santi, Samhain, Vigilia del 31 ottobre

Significa nuovo giorno, inizio, corrisponde all’ultimo raccolto. La notte vince sul giorno, la Dea muore per rinascere sotto forma di giovinetta. Il seme muore per rinascere come grano.

Gli ultimi frutti possono essere raccolti, ma si tratta di praticare la spoliazione che prelude l’arrivo della morte purificatrice e buia. In questo giorno, nella tradizione Sciamanica Italiana, ci fu insegnato che nulla è eterno e ci fu trasmesso come la vita sia un ciclo: di morte e rinascita, nella Festa dell’Inizio dell’anno.

Secondo la tradizione, il 31 ottobre, la Dea arriva nelle profondità della terra e mette i due mondi in connessione: il sopra con il sotto, il sotto con il sopra.

La realtà dello Spirito e quello della Materia si fondono per trasmettere consapevolezza nell’Uno.

In questa Sacra Notte, ci avvicineremo all’unione con la Morte e la Rinascita, ogni cosa si rinnoverà in un nuovo ciclo.

Meditate col capo coperto e al buio.

Lo scopo del rito che segue è quello di portare a noi vicino il potere della notte da cui rinasce il giorno.

Chi pratica Sciamanesimo, deve conoscere non soltanto ciò che abita nel mondo delle idee, nel mondo mentale, ma anche e sopratutto , ciò che si trova nel mondo interiore.
Al di sotto di noi, legato alle emozioni e ai sentimenti forti.

Quando si discende nel buio, attraverso diversi cunicoli, si percorre anche il percorso verso l’inconscio, verso le parti inesplorate della personalità.

La maggior parte della gente non comprende, nessuno quasi mai accetta che si parli di Magia come un modo di vivere, una fede, una vita per il prossimo e per la natura, nel rispetto della volontà altrui e nel rispetto del libero arbitrio.
Questa è la base della conoscenza.
Nello Spirito, tutti siamo Uno.

Chi vedrà differenze non è degno del tuo sapere poichè la magia unisce, non divide.

Chi tende ancora a dividere non conosce la vera magia, né la vera fede.

Onore a mia nonna Malva e ai miei Antenati che ogni giorno sostengono il mio passo!

Lo Sciamanesimo non è una religione è un Arte compartecipe della bellezza di Madre Natura.

La morte e la rinascita quest’ anno la celebro nel potere del noce.

La Magia del Noce é potente… lo scorso inverno una violenta tempesta fece cadere il noce nel mio giardino, quando mi avvicinai per liberare il Fauno esso mi chiese di avere ancora fiducia in lui e di lasciarlo lì…

Beh, questa estate è nato un nuovo albero di noci, una grande sorpresa e una grande gioia per tutta la famiglia.

Quanti miti e leggende ci sono dietro all’albero del noce?

Nel rapporto tra l’uomo e la natura gli alberi hanno rappresentato nelle tradizioni europee, nordiche, romane e greche il mezzo di interconnessione tra la superficie della terra, il sottosuolo e il cielo.

In particolare il noce evoca il ternario sacro che presiede a ogni manifestazione: corpo (guscio), spirito (la pellicola intorno al guscio o mallo), e anima (la polpa, il gheriglio). La noce come frutto inoltre assume il significato di “protetto dagli sguardi dei profani”. Il noce è un albero che esiste sulla Terra da prima che arrivasse l’uomo.

Origini e storia del noce

Originario dell’Asia Minore fu poi introdotto in Europa dai re Persiani. Plinio il Vecchio testimonia nel suo “Naturalia Historia” che le noci venivano importate dai Greci fin dal VII-V secolo a.C. In quanto dono regale i Greci lo chiamarono “Karya Basilica” ovvero noce regale e lo ritenevano un albero profetico.
Nella mitologia greca il noce era legato al dio Dionisio. Si racconta infatti che Dionisio ospite del re Dione della Laconia si innamorò di una delle tre figlie. Caria, questo il suo nome, contraccambiò l’amore, ma le sue due sorelle gelose iniziarono a fare pettegolezzi sul dio Dionisio che inferocito le fece prima impazzire e poi le uccise.

Per il dolore Caria morì e Dionisio ancora innamorato la trasformò in un albero di noce che potesse produrre frutti fecondi. Una curiosità: i Laconi fecero costruire un tempio e al suo ingresso misero delle statue scolpite in legno di noce raffiguranti le tre sorelle che furono poi chiamate Cariatidi, ed ecco il significato della parola Cariatide.

Al noce vengono attribuite valenze positive ma anche negative. La Bibbia lo cita come albero escluso dal paradiso terrestre. Secondo il Vangelo era di noce la croce su cui morì il Cristo. In epoca romana Ovidio racconta di come i ragazzi utilizzassero i frutti come palline da gioco. Era poi d’uso gettarle nei matrimoni a simboleggiare la fine dell’età dei giochi.

Detti e credenze popolari

Frutto nutriente utilizzato nei periodi di carestia viene ricordato con il detto ”pane e noci pasto da sposi”. Un altro detto è “una noce in sacco non fa rumore”, a indicare che le proteste del singolo non impensieriscono i potenti.

Dove cresce il noce le altre piante non osano e si raccomandava di non dormirci sotto né tantomeno di piantarli vicino alle stalle per il pericolo di far ammalare gli animali. In effetti il noce si difende dalle altre specie producendo con le sue radici la juglandina che è tossica.
Sotto al noce si svolgevano rituali pagani.
In Italia uno dei più conosciuti è quello delle streghe di Benevento. In epoca medioevale la religione cristiana punì con torture e con la morte queste donne ritenute streghe e portatrici del male.

Nei processi per stregoneria l’albero viene spesso citato.

Il nome scientifico del noce è Juglans regia, nome che deriva dal latino jovis glans che significa “ghianda di Giove”, a testimonianza della sacralità e del legame con la divinità, probabilmente grazie alla sua maestosità e all’alto valore nutritivo del frutto.

Secondo la magia verde, portare con sé le noci è utile per rafforzare il cuore e curare i dolori reumatici.

Ricevere in dono un sacchetto di noci favorisce la realizzazione dei propri desideri. Mettere noci in un cappello o intorno alla testa aiuta a prevenire il mal di testa e le insolazioni.

Se una donna desidera sposarsi, ma non concepire, il giorno delle sue nozze dovrà mettere nel suo corpetto tante noci tostate quanti sono gli anni in cui vuole restare senza avere figli.

In Puglia, terra che adoro, l’usanza popolare vuole che le donne portino in tasca una noce per tenere lontano le malattie e il malocchio.

Tra il 1500 e il 1600 era in voga la dottrina della segnatura per cui la noce, somigliando con il suo gheriglio ai due emisferi cerebrali, veniva ritenuta utile per tutte le problematiche del cervello.

Connettersi con l’energia del noce è importante!

Ma vorrei che questo albero così carico di storie e credenze fosse vissuto da tutti noi con una nuova consapevolezza.

Possiamo osservare le sue foglie e vedere la crescita dei suoi frutti.

Possiamo notare come gli astuti corvi, raccogliendo le fresche noci, le fan cadere in volo per poi aprirle e “spizzicarle”con il duro becco.

Possiamo strofinare una foglia tra le mani per sentirne l’amarognolo odore.

Possiamo tornare a sentire e a percepire l’energia degli alberi e, se ne conosciamo la storia, ci sentiremo sempre più in connessione con loro.

🌺 La Creazione della Casa degli Spiriti

Procurate una ciotola di vetro o di rame.

Procurate tre noci, al di sopra di ogni noce con un pennarello scrivete su ognuna una parola che rappresenti qualcosa che desiderate, che non avete e che desiderate quindi scrivete amore se siete alla ricerca d’amore, sulla seconda denaro, sulla terza salute… O salvami, Proteggimi, amami…

Inspirate e espirate sulle noci così che lo spirito di vita le impregni.

Preparate un piatto di offerta per i vostri antenati, mettete foto o nomi, con vino, dolci o pane dei morti e candele, dedicate questo cibo ai vostri cari trapassati.

Scrivete una lettera di ringraziamento per tutto ciò che avete avuto quest’anno e, sempre in forma di ringraziamento elencate ciò che desiderate compiere entro il prossimo Ognissanti.

Prendete la ciotola e riempitela con dell’acqua.
Mettete le tre noci in ammollo, leggete la vostra lettera e chiedete che tutto ciò che vi serve venga a voi.

In questo momento indossate un vestito che vi permetta di essere ora nel presente ciò che desiderate essere o diventare… Mascheratevi con il principio come se…

Pregate meditate, offrite incensi e candele se riuscite anche durante la notte.

Al mattino dopo troverete le noci nell’acqua alcune su, alcune giù, salvate queste noci come potenti talismani e teneteli sul vostro altare per tutta la durata dell’anno e quando avrete bisogno di una cosa o dell’altra scuotete tra loro le noci e chiedete loro la realizzazione del vostro desiderio.

Michela Chiarelli ©

Foto di Tanya Gervasi