La mancanza di coerenza è una questione delicata per l’essere umano, soprattutto per quanti si reputano portatori della verità: mi riferisco in particolare agli operatori e divulgatori della Magia pratica.

 

Oggi ho percepito con chiarezza quale debba essere uno dei miei compiti in questa esistenza: cercare di aiutare quante più persone possibile a riconoscere quella linea sottile che separa e differenzia gli operatori del settore.

 

Questa linea sottile viaggia tra la Paura e la Fede.

 

Osservo l’abbondante materiale presente in rete, leggo molti libri in cui si propongono rituali di Magia che lavorano in un verso o nell’altro, addirittura venduti in kit già pronti.

 

Si imbastiscono rituali per allontanare ciò che turba, ciò che si teme e altri che possono soddisfare tutti – ma proprio tutti! – i capricci immaginabili. Esistono rituali per realizzare i propri desideri anche a discapito di altre persone.

 

Non è semplice, lo so, perché “in magia” anche la linea di demarcazione tra lecito e illecito appare sfumata. Le persone credono che ritualizzare una richiesta sia sintomo o simbolo della tanto blasonata capacità di manifestazione, della realizzazione del sé e quasi mai, sia venditori che compratori, sono consapevoli del movente che li spinge a fare arti magiche “ spazzatura”.

 

Purtroppo, ciò che scrivo suscita molta acredine in coloro che vendono questi articoli, ma sento mio dovere intervenire come forte voce che dissipa le ombre e rivela aspetti importanti su cui riflettere. Le reazioni da “lesa maestà” mi lasciano indifferente e non smetterò di aiutare le persone che possono comprendere ciò che voglio dire.

 

Il movente è la motivazione profonda per la quale una persona può accendere una candela, un incenso e allestire un altare: è la forza o la volontà che spinge a cominciare a ritualizzare la propria vita spirituale.

 

Non si possono intraprendere azioni efficaci se queste si discostano troppo dal nostro sé interiore: affinché la Magia possa essere parte integrante della nostra vita quotidiana dobbiamo conoscere il fulcro, le verità o le convinzioni – il “cervello” non differenzia – che portiamo dentro prima di fare un rituale.

 

Che sia chiaro una volta per tutte: non è possibile riuscire a chiedere e ottenere protezione se viviamo nella paura, se temiamo alcune forme pensiero, entità e altre “cose” poiché il nostro inconscio impaurito, le nostre credenze di base timorose costituiscono degli ingressi, autentiche porte che restano aperte offrendo una via di accesso a forme-pensiero, entità, larve e onde Dor, disturbatori del nostro campo psichico, fisico ed energetico.

 

Anche se cerchiamo di convincerci di non credere più a quelli che sono i dogmi con i quali siamo cresciuti, obiettivamente questi restano saldamente ancorati, lasciando in noi delle porte aperte.

 

Potrebbe sembrare che siamo senza scampo, ma in realtà non è così: tutti abbiamo avuto l’opportunità di sperimentare l’una e l’altra faccia della medaglia, per motivi che spaziano dal tentare di limitarci, farci vivere nella paura o distoglierci dal nostro sé sacro e quanto altro.

 

Così, come ci è stato inculcato ad avere timore, ci è stata sicuramente data anche una chiave di liberazione e ognuno di noi ne possiede una.

È un po’ come quando ci si sveglia di soprassalto da un incubo notturno e si chiama la nonna o la mamma per poter essere accolti e sostenuti.

 

Quello che vorrei vi fosse chiaro è l’importanza fondamentale di riconoscere le proprie paure: chiedete aiuto a uno psicologo, alle guide, ai maestri, agli angeli,ecc. Date alle vostre paure la dignità che meritano, comprendetele, cercate di guardare dentro di voi, offrite quella candela per cercare di liberare lo spazio o di allontanare le vibrazioni che potrebbero in qualche modo influenzarvi.

 

Pregate

Cantate i Mantra

Meditate

Cercate di conoscere voi stessi

Ma, per favore, non aprite un libro di Magia a caso.

 

 

Per quanto riguarda i desideri, per favore, poneteci un tetto e rammentate i Comandamenti: Che non si tocchino la roba né l’uomo o la donna di altri.

 

Questa è la base per non evocare ritorsioni, anche letali.

 

 

Michela Chiarelli e Titti Bellini ©®