Quando ero molto piccola, eravamo una famiglia umile e non c’erano regali, quindi mi chiedevo come mai la Befana dovesse anche portare il Carbone… Insieme alle quattro caramelle…

Nonna quindi mi portò all’accensione del fuoco della notte della Befana.

Raccolse nove legni piu’ uno e iniziò a cantare:

“Nove legni sotto il paiolo a bruciare
infiammali e dopo fai consumare.

Betulla nel fuoco adesso va
a dirci ciò che Madre sa;

Quercia, la forza del bosco mio
porta nel fuoco quella del Dio;

il Sorbo è l’albero della potenza
ai fiori dà vita e magia in abbondanza;

i Salici in riva del fiume adagiati
aiutano il viaggio dei trapassati;

brucia Biancospino per purificazione
e fate disegna nell’immaginazione;

albero di sapienza sei tu Nocciolo
aggiungi saggezza sotto il paiolo;

di bianchi fiori, Melo, tu abbondi
a Ostara i frutti saranno fecondi;

Vite, che l’uva ti abbraccia al mattino
dandoci insieme sia gioia che vino;

l’Abete verde per l’eternità
ci rappresenta l’immortalità.

Il Sambuco della Signora è l’eletto
non lo bruciare o sarai maledetto.”

Alla fine del falò raccolse il carbone e il sambuco, in virtù della promessa di ogni bene nel futuro, disse: “ecco questo è il tuo talismano… Il tuo primo talismano…”

Non ho mai dimenticato quel dono… I suoi occhi e il suo viso dolce...

Ma cosa rappresentato questi alberi le chiesi e lei rispose:

La Betulla rappresenta l’elemento femminile,
la Quercia simboleggia l’elemento maschile,
il Sorbo è albero della vita,
il Salice è l’albero della morte,
il Biancospino è albero di purezza,
il Nocciolo è albero di saggezza,
il Melo è l’albero dell’amore,
la Vite è albero della gioia,
l’Abete è l’albero di immortalità.
Il Sambuco è invece l’albero della Dea.

Nove sono i legni da bruciare, mentre il decimo, il sambuco, non va bruciato è sacro alla Dea.

Dai dialoghi con Nonna Malva 1987

Michela Chiarelli ©