Karma e DNA

Alcuni dicono che noi ad ogni vita nasciamo malati per diventare sani.  Secondo alcune leggi del Karma nasciamo portatori delle malattie e delle tendenze che i nostri genitori ci hanno trasmesso con i nostri geni; e nasciamo con delle lezioni da imparare, per risolvere il karma di vite precedenti che portiamo con noi, vita dopo vita.

Secondo l’ipotesi alchemica, le malattie infantili, le febbri alte, il morbillo, gli orecchioni, etc, sono i tentativi con cui l’organismo infantile cerca di liberarsi dalle malattie ereditarie: come il fuoco purifica, le febbri alte, o le pustole purulente (fuoco!) liberano l’organismo dai miasmi millenari. Oggi le blocchiamo con i vaccini, con il risultato di indebolire sempre più il sistema immunitario dei bambini.

Inoltre, sembra che le esperienze che un bambino vive da 0 a 12 anni siano esperienze che ha deciso di fare prima di nascere, per risolvere il proprio karma o per assolvere il proprio dharma, il proprio compito di vita, imparando dei compiti, delle lezioni. Talvolta sono dure, atroci: bambini che sperimentano la violenza fisica e psicologica, l’allontanamento dei genitori, gli abusi sessuali, sono realtà terribili. Senza il concetto di karma, non può esistere spiegazione logica a tutto questo, né morale né teologica, che salvi questi orrori e contemporaneamente la credenza in un Dio d’Amore. Ma ognuno di noi ha il suo karma, e può darsi che quelle terribili esperienze, che spesso lasceranno segni profondi che andranno curati, fossero funzionale alla nostra evoluzione cosmica.

Tornando al concetto di dharma, possiamo tradurre la parola dharma come: il compito di vita.

 

Tratto dal libro: https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__risveglio-sacro-femminile-creatore.php  di

 

Michela Chiarelli ©