Intervista a Michela Chiarelli, Sciamana guaritrice di Cavagnolo

realizzata dal giornalista Paolo Pulcina

tratta dalla rivista L’Imprevisto di Vercelli

(Paolo Pulcina) – In una casetta abbarbicata sulle colline dietro al paese di Cavagnolo, vive Michela Chiarelli, giovane ragazza di origini meridionali, da tempo ormai trapiantata in Piemonte, nata per una missione: ereditare i poteri, le facoltà, la sensibilità dei suoi antenati, guaritori popolari e sciamani fra la gente. Michela è una persona cordiale, gentile disponibile, che ha scelto di diffondere nella nostra società le conoscenze, e le possibilità da esse offerte, che nonna Malva le ha tramandato ed insegnato.

Come ho conosciuto Michela?

Interessandomi di tecniche per la meditazione e lo sviluppo delle facoltà nascoste della nostra mente, tempo fa acquistai un libro: ‘Favolisticamente Magia’, del quale avevo letto una convincente recensione. In questo testo, scritto in modo molto scorrevole e fruibile, vengono rivelate moltissime esperienze e tecniche di evoluzione della nostra mente e del nostro spirito, della nostra sensibilità e del nostro modo di rapportarci alla realtà, tramite la forma letteraria della favola, del racconto. Michela ha anche scelto uno pseudonimo anagrammatico: Eriche Alchimilla, dettato dalla riverenza per due piante montane di grande effetto nella medicina popolare, ossia l’erica (ottima pianta medicinale. Il decotto dei suoi fiori è un metodo straordinario per combattere le infezioni delle vie urinarie. La sua ricchezza in sostanze batteriostatiche e battericide ne fa un vero antibiotico naturale) e l’alchemilla (il cui nome deriva dall’arabo ‘alkemelyk’, ossia a forma di mantella, oppure dalla parola ‘alchimia’, in riferimento al fatto che gli alchimisti, nella ricerca della pietra filosofale, utilizzavano la rugiada che si deposita al mattino sulle foglie, da loro chiamata ‘acqua dei cieli’).

Michela, perché proprio le favole?

«Perché tutto quello che ho appreso viene da mia nonna, che nel libro chiamo ‘Nonna Malva’, la persona con cui ho passato tanti anni della mia vita, la persona che mi ha fatto vivere e comprendere tantissime cose. Mia nonna mi ha praticamente cresciuto nella quotidianità della sua vita, che giorno dopo giorno cominciava preparando la colazione, sistemandosi vesti e capelli, per poi cominciare a ricevere le tante persone bisognose di aiuto, dagli adulti ai bambini, cercando di aiutarle nella maniera più sincera e profonda possibile. Nonna Malva curava coliche, dolori reumatici, acciacchi e tantissime altre patologie, senza chiedere mai nulla al proprio ‘paziente’. Io ho vissuto tanti anni ad osservarla e ad imparare da lei, anche quando mi portava sotto un albero, sedute assieme, a meditare ed a riflettere, sempre in senso favolistico, sulle tante possibilità che la nostra vita ci offre.

Se oggi ho la possibilità di utilizzare certe facoltà umane che usualmente sono ignote, o addirittura sbeffeggiate, è grazie all’insegnamento di Nonna Malva, la quale a sua volta aveva ereditato certe facoltà dai suoi nonni».

Michela, infatti, chiarisce fin da subito che quello che lei riesce a fare non è casuale, ma frutto di una sorta di tradizione predestinata che ha voluto premiare la sua famiglia: la sua, attualmente, è la sesta generazione di sciamani/guaritori dei suoi rami di lignaggio.

Quali sono le facoltà che riesci ad utilizzare?

«Io mi sento una sorta di veicolo della tradizione ‘sciamanica’, anche se questo termine non è appropriato nel mio caso. Il mio percorso, durante le varie vicissitudini della mia vita, mi ha fatto prendere coscienza delle sconfinate possibilità umane: tutto viene dalla mente, che è capace di creare, determinare e sancire le situazioni che desidera, se solo si allenasse e si preparasse ad utilizzare le chiavi giuste per aprire le porte giuste.

Io posso leggere l’aura delle persone (testimonianza diretta del sottoscritto, che, una volta messa alla prova l’intervistata, confessa tutto il suo sbalordimento, ndr), tra le altre cose, e di qui posso farmi un’idea della situazione fisica ed energetica della persona che mi sta di fronte.

Tante altre cose sento di poter fare, dopo aver compreso il metodo di controllare le facoltà mentali e spirituali che usualmente le persone non sono inclini a lasciare agire dentro di sé. Tutti potrebbero sviluppare queste facoltà, se solo si ponessero in una disposizione d’animo ricettiva».

Michela è esperta di arti magiche, stimata guaritrice, esperta di Eft (Emotional Freedom Techniques), operatrice reiki e bilanciamento cranio-sacrale e possiede doti di chiaroveggenza e preveggenza.

A questo punto, data anche la trasparenza che si evince dal tuo libro, come riesci ad aiutare il prossimo, visto che la vocazione è questa?

«Io ho deciso di svolgere una libera professione in questo ambito, perché tanto, troppo tempo è necessario per dedicarsi alle persone. La mia volontà è cercare di diffondere queste conoscenze al maggior pubblico possibile, affinché chiunque entri in contatto con questi argomenti, seppur con atteggiamento radicalmente scettico, possa se non altro porsi un dubbio: poi, magari, proseguendo ad ‘indagare’, anche lo scettico potrebbe convincersi della veridicità di questi antichi saperi tradizionali».

E nello specifico? Una persona che ha bisogno di certe ‘cure’, o attenzioni, come viene aiutata da te?

«Fondamentalmente, le persone che vengono da me (ed arrivano un po’ da ogni dove) cercano una strada salutistica, che sia puramente fisica o che sia combinata fra mente e corpo. Io, tramite il dialogo, tramite il canto, tramite l’instaurazione di un rapporto di fiducia essenziale, tramite gestualità ed operazioni tradizionali, accompagno la persona che viene da me in un percorso di autocoscienza e di sviluppo delle sue intime peculiarità, che contribuiranno a mantenere solida la sua evoluzione verso uno stato di benessere migliorato, consolidato. Nella sua intimità, la magia è proprio questo: riconoscere che all’interno di ogni essere umano risiede una forza ‘magnetica’, caratteristica della nostra divinità, capace di indirizzare in un certo modo gli eventi della nostra vita, se solo siamo in grado di apprendere come controllarla ed utilizzarla».

In effetti, anche la fisica quantistica suffraga inequivocabilmente queste teorie di tradizione antica:

l’osservatore in verità non esiste assolutamente come tale, poiché comunque si ponga, influisce sempre sull’esperimento osservato, che pertanto non è mai definitivamente oggettivo. Segreto, questo, che ben conoscevano gli antichi alchimisti: ‘nulla trasmuta se prima non viene trasmutato’, amavano scrivere arcanamente in diversi testi classici.

Per chi lo desiderasse, si può contattare Michela tramite il sito internethttps://www.michelachiarelli.com/contatti/