INTRODUZIONE

 

Ancora mitologia “greca”?

In un periodo storico di recessione economica, traballamento delle istituzioni, improvvisi rovesci e  fake news manipolatorie a livello planetario, di  povertà e paura, ingiustizia e corruzione ubiquitarie, pestilenze e invasioni, dove la parità di genere appare irraggiungibile e  della “democrazia” resta  solo il grafema…  perché ancora un testo di mitologia “greca”?

Luciano de Crescenzo aprì il suo PANTA REI con questa riflessione: “ Non a caso Caos è anagramma di Cosa e Caso”.

Anche noi autrici percepiamo – e ne veniamo talora travolte! –  il Caos che sembra vittorioso a tutti i livelli proprio in questi giorni: non resta che analizzare a fondo questo fenomeno, partendo dalle sue origini.

Angela Cerinotti, nella sua Introduzione ai MITI, esprime il senso della nostra scelta: «Perché il cielo, la terra, il mare? Perché la vita e la morte, l’amore e il dolore, la pace e la guerra, la giustizia e la frode, la bellezza e la brutalità? ( …) questi interrogativi non cessano di vibrare profondamente nell’animo di ogni essere umano, sempre meno appagato dalle aride risposte della scienza. Gli antichi, e con gli altri i Greci e i Romani che ci sono più vicini, hanno posto l’universale “bisogno di senso” sotto il sigillo del divino. CHAOS: non disordine, confusione o mescolanza, solamente una gola vuota, del puro spazio spalancato.»

 

Ecco il disorientamento dell’uomo moderno, scaraventato dagli eventi in “una gola vuota” totalmente estranea, in un “puro spazio” senza punti di riferimento familiari così, come lo considera Esiodo: un uovo vuoto dopo che lo si è privato del guscio  ovvero  l’ Uovo del Mondo rimasto vuoto dalla fuoriuscita  del Protogonos secondo la cosmogonia Orfica.

Ma il chaos, direbbe un Rosacroce, è ciò che viene percepito nei momenti di « intervallo tra Periodi e Rivoluzioni – del sistema solare, nda – quando cessa la distinzione ben marcata fra la vita e la forma. Permangono solo gli atomi-seme e i nuclei dei Globi di ogni Mondo. Tutto il resto forma una sostanza omogenea. Vi è un solo Spirito a pervadere lo spazio. Vita e Forma, i suoi poli positivo e negativo, sono UNA cosa sola.»

E proprio in questo tempo strano, alla mente e al cuore di Michela Chiarelli hanno bussato i Titani e gli Olimpici, loro discendenti: potevamo esimerci?

Questi poveri τιτάν ( anche scritto τιτήν con significato equivalente), passati alla storia come “personificazioni delle violente forze della Natura” nello Schenkl-Brunetti, mi fanno pensare a Titone, sposo di Eos, traslitterato in questo modo nel vocabolario Rocci anche se in originale è Τιθωνός con la theta anziché la tau. Facendo inorridire i filologi seri ho notato che τιθήνα, traslitterata “alla maniera di Titone” come “titena” anziché “tithena” e ricordando l’equivalenza τιτήν / τιτάν, propongo che  titena/titana  ovvero “ la balia, la nutrice, colei che allatta, che nutre, che si prende cura” abbia qualcosa a che fare con i Titani, balie della neonata Umanità piuttosto che furie cieche votate alla sua distruzione.

Forse nel vuoto caotico di questo mondo in sfacelo vedremo brillare la Verità e “la verità  ci renderà liberi”.

Alla mia maniera, cui siete ormai avvezzi, partiamo dalle storie conosciute – ai giorni nostri situate nel luogo di più immediato reperimento, cioè la rete – e tramandate ripetutamente sino al loro

scolpirsi nelle nostre vite con le loro varianti: reali o false, sarà Michela Chiarelli a rivelarcelo.

 

Titti Bellini

 

 Introduzione al Libro  TITANI,  di Michela Chiarelli e Titti Bellini , Ed.Il Cerchio della Luna, febbraio 2021