Il tema del femminile dell’acqua è bello e suggestivo. L’elemento acquatico rimanda infatti al materno, alla matrice primordiale della vita. Ma questo accostamento si rivela presto tutt’altro che semplice; sia perché in realtà questa sostanza limpida e trasparente è carica di insidie, sia perché il concetto di femminile è a sua volta denso di ambiguità e contraddizioni.
È donna #Igea, la #Dea della salute e dell’igiene, che tiene in mano una coppa d’acqua limpida, alla quale però si abbevera un #serpente, mescolando suggestioni di vita e di morte.
D’altronde è noto che ‘farmacon‘ significa sia medicina che veleno. Così, c’è chi ha paura di immergersi nell’acqua e chi, in preda alla nevrosi ossessiva, si lava compulsivamente le mani per scongiurare il contagio delle malattie o per mondarsi da un inconscio senso di colpa.
Se il primo giorno settimanale dei Romani era ed è tutt’oggi il dies Lunae, lunedì, significa che la Dea Luna era almeno importante quanto gli Dei deputati ai giorni che seguono… La Dea #Italica #Luna fu adottata dai #Romani come #divinità minore, assorbita poi dalla Dea #Diana che comunque non la soppiantò del tutto, tanto è vero che il culto della Luna, assieme a quello del Sole, sopravvisse nel culto mitraico, dove sovente la Dea era raffigurata o simboleggiata, da uno spicchio di Luna ritagliato nel marmo, in modo che una lampada dietro il marmo dell’altare rimandasse l’immagine luminosa della Luna.
Nelle Cerimonie di segnatura antiche della mia Famiglia, usiamo in alcune parti sia nel segno che nella formula la luna…
Una ca crisc
Una ca jé chiena
Una ca s’svota e diventa niura niura…
Una che cresce
Una che è piena
Una che si svuota e diventa nera nera…
Tratto dal mio libro: “La Magia del Mare” edito da Cerchio della Luna Edizioni