Ho ascoltato con estremo stupore alcuni discorsi fatti su coloro che, come Me, cercano di essere strumenti di aiuto e portatori di guarigione.

 

Non so come mai, ma dal punto di vista spirituale ci si aspetta sempre che il guaritore sia immune da problemi e malattie come fosse un supereroe o un essere ancestrale, una Creatura del tutto avulsa da ciò che costituisce l’umana natura o la materia.

 

Da un certo punto di vista, è un po’ come aspettarsi che il medico curante non prenda mai un raffreddore, non abbia mai una colica né una distorsione alla caviglia.

 

Osservando il mondo dei saccenti – cioè di coloro che insopprimibilmente sentono di dover esprimere giudizi sull’ operato altrui – ho notato che nei confronti delle persone che lavorano con le energie sono sempre critici e nemici di una profonda ricerca della verità su fatti e circostanze.

 

E la Verità è molto semplice: lavorando a determinate vibrazioni con le persone che ne hanno bisogno si è sempre esposti al dolore e al malessere.

 

Personalmente, lavorando con queste persone, mi pongo accanto a loro in prima linea, come in una vera guerra, sempre esposta per proteggere, stimolare, salvaguardare e far fronte a tutta una serie di altre creature. E lo faccio con amore.

 

Vorrei far riflettere che a stare in prima linea si è colpiti per primi e questi colpi e frecce raggiungono chi fa da scudo in quantità maggiori rispetto ad altri che sono distanti. Ecco perché sarebbe veramente importante e segno di maturità lasciare da parte ogni giudizio non corroborato dall’esperienza, soprattutto verso persone che si occupano del bene collettivo sottoponendosi al consumo delle proprie risorse.

 

Forse nasciamo con una sensibilità maggiore rispetto agli altri, forse siamo portatori di segreti e misteri in grado di alleviare il dolore altrui: molti di noi studiano e approfondiscono per decenni queste sensibilità, ma non dovete mai dimenticare che non siamo esseri straordinari, bensì umani. Come Gesù, Yogananda, Sai Baba, ovvero persone che hanno patito sofferenze come San Francesco e Padre Pio: avvolte dal dolore, cosparse di piaghe, portatrici di stigmate e del dolore che avvicina al bisognoso.

 

Il dolore del mondo è un grande Maestro: ecco perché chiedo rispetto e silenzio da parte di tutte quelle persone che lo considerano principalmente un grande affare e che si permettono di usare la malattia altrui per creare il proprio business.

 

Malattia, dolore e sofferenza sono potenti fonti evolutive qui sulla Terra: siccome è qui che noi viviamo, immersi in queste spietate regole del gioco, nessuno ha il diritto di criticare chi sia nato con delle difficoltà, difetti estetici o funzionali o che sia portatore di segni di dolore sul suo corpo. Nessuno è autorizzato a svilirlo e offenderlo

perché la guarigione è uno stato di totale comprensione cui si rinuncia talvolta per alleviare il dolore altrui. E nonostante tutto avere la forza di alzarsi ogni mattina per ricominciare!

 

Avere a che fare, mettere le mani su un malato, ci induce a entrare personalmente nella vibrazione idonea a portare sollievo: è necessario essere completamente aperti, TOTALMENTE al servizio nonché portatori di Rivelazione, strumenti assoluti di pulizia e purificazione.

Scusate se restiamo imperfetti… Scusate se il secchio o il bicchiere resta sporco dopo che ha pulito il fango altrui e lo ha accolto in se stesso, in attesa di trasformazione.

 

E scusate se dopo 4 mesi di assidua assistenza ospedaliera (a una persona meravigliosa che ho visto morire), sempre pronta ad arginare vomito e piaghe, senza possibilità di dormire per giorni consecutivi o nutrirmi o sedermi – …scusate se un corpo ancora umano possa risentirne fisicamente!

 

Siamo fatti di carne, ma abbiamo una forza interiore sovraumana cui facciamo affidamento quando la forza fisica è messa a dura prova.

 

Michela Chiarelli ©®