I MERCANTI DEGLI DEI….

Adoro condividere con voi le mie avventure…

Oggi mi è stato chiesto se e come sia possibile ottenere favori dagli dei facendo delle offerte.

Ottenere doni dagli dei facendo semplicemente delle offerte equivarrebbe a dichiarare di possedere un qualche tipo di potere su di essi e che usando una formula come un pulsante, questi apparirebbero, pronti a esaudirci.
Non funziona così.

Avete presente quelli che vanno nei luoghi di culto e accendono candele per ottenere favori? Quelli che credono davvero di poter corrompere le dee del fato e del destino?

Nell’antica religione popolare è abbastanza frequente mercanteggiare col dio, promettendo un’offerta se un regalo dovesse essere ricevuto,
del tipo:”Se la mia gamba guarisce, sacrificherò un agnello”.

Non c’è dubbio che una simile religione esistesse nell’antichità poiché numerosi esempi si possono trovare in letteratura.

Ma i mercanti degli dei lo fanno ancora oggi: ottenere amore, salute, fortuna ha il suo costo e questi affaristi non vedono l’ora di ricevere
pagamenti per i servizi resi.

Cari lettori, innamorati della vera magia, tutto questo non vi sembra un tentativo di profanare il divino?

È scortese guardare con disprezzo gli adoratori che si impegnano in questo tipo di offerta, ma è anche utile chiedersi se tale pratica sia
appropriata o addirittura realistica o efficace.

Dunque agli Dei offrite per invitare,non per sedurre, per condividere e comunicare non per chiedere…

Perché gli dei attendono il nostro invito?

Perché esiste una grande legge secondo la quale gli dei non violano la nostra libertà e la nostra coscienza: non esigono la nostra adorazione.

Ma quando scopriamo una divinità, la troviamo bella e ne siamo attratti, questo è un invito; stiamo invitando gli dei nella nostra vita e si
avvia un flusso immediato di Amore di ritorno dagli dei a noi; gli dei sentono la nostra attrazione e percepiscono che è bello.

L’offerta più apprezzata – che si tratti di una libagione di vino, incenso o qualunque cosa si reputi idonea – è quella che meglio rappresenta ed esprime la nostra gratitudine e il nostro amore per gli Dei.

L’offerta stessa rappresenta l’amore o l’attrazione per la bellezza degli dei e rappresenta i doni che fluiscono dagli dei verso di noi, che riceviamo da loro e restituiamo per onorarli, esprimere il nostro amore e apprezzamento per loro.

Questo è il motivo per cui beviamo un
po’ della libagione o mangiamo alcune delle offerte di cibo; stiamo ricevendo e contemporaneamente offrendo Amore.

In sua assenza le nostre offerte non hanno senso: il fumo del nostro incenso soffia e non viene mai assaporato dagli Dei.

L’amore funge da intermediario tra gli dei e gli uomini, trasmettendo e portando agli dei le preghiere e i sacrifici degli uomini e agli uomini
i consigli e le risposte degli dei; è il mediatore che attraversa l’abisso che li divide, e quindi in lui tutto è legato insieme, e attraverso lui le arti del profeta e del sacerdote, i loro sacrifici, i
misteri e gli incantesimi, e tutte le profezie e gli incantesimi, trovano la loro strada.

Offriamo solo per amore: l’offerta fisica rappresenta quindi il nostro amore per gli dei.

Non è una “bustarella” o un pagamento per un regalo previsto.

Non esiste una “magia” tale che si possa fare un’offerta e costringere gli dei ad agire; di fatto, un’idea del genere sarebbe empia.

Piuttosto, facciamo offerte perché desideriamo esprimere il nostro amore per gli Dei che, in cambio, esprimono il loro amore per noi.
Questo è il vero kháris.

Offerte adeguate? Al prossimo articolo…
Intanto ditemi voi cosa condividete per amore?

Un abbraccio
Michela Chiarelli