I DONI DEGLI ANGELI

 

Gli Angeli sono felici di esserci utili e di poterci aiutare, basta che noi lo vogliamo e invochiamo il loro aiuto e prontamente ci soccorrono senza deluderci mai.

Non solo sono felici di poterci aiutare, ma gli Angeli ci possono fare dei doni straordinari e io ne sono testimone.

Un dono grande che Essi mi hanno fatto è l’invisibilità.

Si, avete capito bene, proprio l’invisibilità, ora vi racconto.

Mi è capitato più volte di essere in un posto, desiderare di non esser vista e gli Angeli mi hanno accontentato.

Un pomeriggio camminavo per le strade della collina quando ad un certo punto ho visto un sentiero non asfaltato che si inerpicava dentro ad un bosco ed io mi ci sono diretta tranquillamente, fino a che non mi sono trovata in un grande parco alberato molto ben curato.

Gli alberi erano alti e maestosi,  di vario tipo: dagli abeti alle querce, olmi, aceri,  ai lati del viale una fila di ippocastani in fiore, faceva da ala al sentiero;  a quel punto il sentiero era quasi invisibile ed un prato ben tosato dal quale facevano capolino tante pratoline candide, prendeva il suo posto.

Continuai a camminare in quel parco guardandomi attorno e beandomi di tanta bellezza della natura, mentre il cinguettare degli uccellini mi faceva compagnia, delle farfalle variopinte svolazzavano attorno a me, per poi posarsi sui candidi fiori degli ippocastani o delle pratoline.

Ad un tratto, scorsi al fondo del parco una grande villa e, senza starci a pensare su tanto, volli curiosare così mi avvicinai alla casa sino ad essere ad una ventina di metri di distanza. Era una bella casa padronale della fine dell’ottocento, anche gli esterni e gli infissi erano ben curati, mentre un grande prato la circondava.

Sembrava non ci fosse nessuno in quel posto meraviglioso e io mi sedetti su di una panchina a godermi quell’angolo di paradiso in terra, pensando a quanto fosse un peccato che nessuno fosse lì a godere di quel ben di Dio.

Ero assorta nei miei pensieri, quando ecco che il portellone del garage della casa si aprì e ne uscì una grande auto sportiva al cui volante c’era un giovane che  stava proprio venendo nella mia direzione.

Fui colta dalla paura di essere scoperta, non avrei saputo cosa dire in mia difesa, nel caso questo giovane mi avesse sgridato per aver invaso la sua proprietà. Poi mi venne da pensare: “Angelo di DIO fa che non mi veda”e in quel momento l’auto sfrecciò proprio a pochi metri da me, imboccò il cancello che l’avrebbe condotta in strada, fuori dalla villa e sparì dalla mia vista.

L’auto era passata proprio davanti a me di un paio di metri e il giovane che la guidava proprio non mi aveva nemmeno vista!

Il mio Angelo mi aveva fatto il dono dell’invisibilità e per quell’attimo ero diventata trasparente.

Rimasi immobile seduta su quella panchina per un tempo indefinito.

Aspettai per vedere se il giovane proprietario fosse tornato indietro, nel caso avesse scordato qualcosa o quant’altro. Trascorso un ragionevole lasso di tempo in cui tutto era silenzioso e tranquillo, mi alzai con calma e pian piano, me ne tornai al sentiero dal quale ero penetrata in quel magico posto.

Mi ritrovai  così sulla strada principale felice di aver speri-mentato l’invisibilità.

Un altro grande dono che ho ricevuto dagli Angeli, è il senso d’orientamento.

Mi spiego: ciò non consiste solo dal sapere sempre in qual-siasi posto mi trovo dove siano i punti cardinali, cioè il Nord, il Sud, l’Est, l’Ovest; bensì proprio il saper sempre trovare la strada per andare in un dato posto anche se è la prima volta che ci vado.

Vi racconto qualche episodio che mi è successo.

Una volta eravamo in Spagna e dovevamo andare a casa di nostri amici che stavano a Barcellona.

Era la prima volta che andavamo in quella città e non ne conoscevamo certo le strade.

Mio marito era alla guida, vicino a lui c’era Michela,  io ero seduta dietro un po’ appisolata, ma ad un certo punto fu come se qualcuno mi svegliasse di colpo e mi facesse vedere un cartello stradale alla mia destra, sul quale stavano scritte proprio le indicazioni della via dove dovevamo recarci.

Ad alta voce diedi le indicazioni, ovviamente gli altri rimasero stupiti poiché pensavano che stessi dormendo e perché loro il cartello proprio non l’avevano visto.

Insomma grazie alle mie indicazioni giungemmo proprio sotto casa dei nostri amici.

Quando li chiamammo al telefono erano convinti di doverci venire incontro all’uscita dell’autostrada.

Immaginate la loro sorpresa quando seppero che eravamo già sotto casa loro.

La prima volta che andammo a trovare mio figlio in provincia di Avellino,  ci diede tutte le indicazioni per arrivare al paese ove abitava. Giunti al casello dell’autostrada avremmo dovuto chiamarlo, lui ci sarebbe venuto incontro, perché trovare quella frazione era molto difficile.

Seguendo il mio istinto, non solo trovammo la frazione del paese, ma vidi anche l’indicazione della via e arrivammo proprio sotto casa sua.

Quando lo chiamammo al cellulare,  anche lui era convinto di venirci a prendere al casello dell’autostrada, invece noi eravamo già lì sotto casa.

Anche quest’anno a Maiorca è successa una cosa analoga.

Dovevamo raggiungere un albergo lontano parecchi chilo-metri dal nostro e, senza conoscere nulla della città poiché era il nostro primo giorno di soggiorno, prendemmo un bus che si dirigeva  proprio in quella direzione.

Dopo parecchie fermate, i miei occhi furono colpiti da un cartello sul marciapiede che dava le indicazioni per quell’albergo e, seguendole, siamo scesi dal bus proprio alla fermata giusta.

Fatti pochi passi a piedi, raggiungemmo l’albergo con gran stupore della guida turistica che non ci attendeva, la quale si meravigliò parecchio della nostra bravura.

Non sempre però sono aiutata dai cartelli stradali,  mi è capitato più volte in aperta campagna di non sapere che direzione prendere,  allora chiedo l’aiuto agli Angeli e seguo poi i loro segnali.

Si, avete capito bene: i Loro Segnali!

Ora vi spiego.

Se chiedo l’aiuto agli Angeli, i loro segnali possono essere: uno stormo d’uccelli che va da destra a sinistra e allora io giro a sinistra; oppure un auto davanti a me che non avevo notato e all’improvviso la vedo e noto che ha una freccia a destra  allora io girerò a destra; un uccello che appare improvvisamente e prende il volo avanti a me, allora vado dritto.

Se proprio non so dove sono e non ci sono segnali, io penso al mio Angelo e improvvisamente c’è una persona nelle vicinanze a cui chiedere informazioni.

Anche all’estero gli Angeli sono stati sempre d’aiuto, se non comprendevo  o parlavo bene la lingua locale, incontravo sempre delle persone gentilissime che si facevano capire chiaramente e mi indirizzavano per la via giusta.

Vi sembrerà strano, ma vi posso garantire che non mi sono mai persa e ho guidato da sola in giro per l’Italia, non solo nei dintorni della mia città.

Anche quando sono alla guida seguo i segnali, se per esempio davanti a me c’è un auto, un furgone o un camion che va piano e non si  fa superare e ogni volta che sto per superare si sposta ancor di più a sinistra; io desisto dal sorpasso e comprendo che è il mio Angelo che mi invia un segnale di protezione.

Molte volte infatti mi è successo di trovare più avanti un incidente e se avessi portato a termine il mio sorpasso,  mi sarei poi trovata coinvolta.

Un altro dono che ho ricevuto dal mio Angelo è quello del veder rimpicciolire la mia auto.

Mi spiego meglio: quando ho l’impressione di non passare da un percorso ristretto, come ad esempio fra due mura o fra due auto parcheggiate, mi è successo un paio di volte di stringermi in me stessa e pregare il mio Angelo di farmi passare senza fare danno a nessuno e senza farne a me stessa.

Beh, vi parrà strano, ma ho avuto proprio la netta sensazione che la mia auto si restringesse e io sono passata indenne tra le due mura o tra le due auto.

Un altro dono che mi fanno gli Angeli è che quando decido di andare a visitare un posto nuovo o una borgata di un paese, Loro mi fanno trovare  quel posto in festa.

Ora vi racconto.

Sono andata questa primavera a Candelo, che è un piccolo paese tutto medioevale ancora naturalmente conservato.

Ci son giunta per puro caso poiché quel giorno dovevo andare a Biella con Michela, ma in quella direzione c’erano dei nuvoloni scuri, scuri, quindi per scongiurare la pioggia ho seguito le indicazioni per Candelo che è poco prima.

Quando siamo giunte nel paese, era in allestimento la mostra dei fiorai della zona e la cittadina ci è apparsa in una veste ricca di fiori, con angoli pieni di colori e profumi quasi fosse felice di accoglierci e ci desse così il benvenuto.

Visitare quel paese ricco di storia è già molto particolare normalmente, ma così abbellito è stata una bella esperienza da ricordare.

Questa estate, una domenica all’improvviso, ho deciso di andare al lago di Viverone, lì giunta vi ho trovato il Carnevale d’Estate.

Un festoso corteo di gente in maschera si snodava per le strade principali,  vari carri allegorici, allestiti di tutto punto come a Carnevale, sfilavano per la gioia dei grandi e piccini lì presenti.

Una vera sorpresa per noi che eravamo giunti lì per caso!

Nel maggio scorso sono andata ad Arenzano, una ridente cittadina della Liguria, e nel suo bellissimo parco era allestita una fastosa festa in costume medioevale, dedicata alle antiche arti e mestieri.

In questo parco c’erano profumi di cibo, dolci suoni di flauti e allegre voci di cantastorie.

C’era un’area attrezzata che ospitava degli uccelli rari e bellissimi: dall’aquila, al gufo reale, a vari rapaci notturni il gufo, la civetta, poi c’era un bellissimo falco e il nibbio.

Ogni volta che mi capitano queste belle sorprese, ringrazio sempre i Miei Angeli che mi danno il suggerimento di andare in quel posto proprio quel giorno.

All’inizio della primavera c’è un bel castello a Pralormo che si sveglia e si apre al pubblico offrendo agli occhi di chi lo visita uno spettacolo meraviglioso: i suoi giardini fioriti vestiti a festa  da migliaia di tulipani multicolore di qualità e specie diverse molto rare e bellissime.

Bene questa primavera decidemmo di andare a visitarlo  la prima domenica della sua apertura e ci recammo sul posto.

Era la seconda volta che andavamo a vedere questo spettacolo bellissimo e unico in Piemonte, la prima volta anni fa, eravamo rimasti un po’ delusi perché lo avevamo saputo tardi e quando giungemmo là, i tulipani avevano già terminato la loro fioritura e si presentarono tutti appassiti e con i petali rovinati dalla pioggia che in quei giorni era stata veramente abbondante.

Questa volta non rimanemmo delusi.

C’era un bel sole nel cielo e l’aria era fresca e profumata.

Giungemmo al castello verso mezzogiorno ed eravamo dotati di acqua e panini. Conoscendo già il percorso ci recammo nella zona dove ci sono panchine per fare sosta e ci gustammo il nostro pranzo seduti in un giardino bellissimo, così poi avremo potuto visitare quel paradiso senza doverci portare appresso il peso dello zaino colmo.

Fortunatamente a quell’ora c’era poca gente, riuscimmo così a visitare i vari stand allestiti nel cortile del castello,con calma e attenzione senza la ressa della folla.

C’erano molti stand che si occupavano di fiori e piante, altri di prodotti biologici, dalle fragole freschissime e tutti i loro derivati, dal succo alle confetture, degli asparagi, del miele, ecc. ecc.

C’era anche tra questi una libreria che trattava in particolar modo dei libri per bambini e io mi aggirai a curiosare  tra i vari testi, quando notai un libro che avevo già visto in una libreria del mio paese, ma che non avevo acquistato al momento perché non ero provvista del denaro necessario.

Avrei voluto acquistare quel libro, ma anche in questa occasione non avevamo con noi denaro a sufficienza e Umberto mi disse di scegliere: avrei potuto acquistare quel volume o le piantine grasse che avevo visto nello stand dei fiori di montagna.

Scelsi le piantine, era un occasione averle trovate e andavano proprio a fagiolo per il mio giardinetto roccioso, erano in vendita a un prezzo vantaggioso e con quelle avrei terminato di allestire quell’angolo di giardino.

Il libro che trattava di alberi da frutta l’avrei ritrovato in seguito in libreria, mi dissi.

Così ci accingemmo a visitare i giardini del parco e i loro pregiati fiori.

Passeggiando e fotografando i vari angoli fioriti e veramente suggestivi ci gustammo tanta bellezza variopinta.

C’erano aiuole suddivise per colore e qualità dei diversi tulipani e un viale tutto fiorito di blu: erano  i muscari che a centinaia ricoprivano il prato che circondava un laghetto.

Terminato il giro ci apprestammo a tornare verso gli stand dei fiorai per acquistare le piantine. Stavamo percorrendo  un vialetto ghiaioso fra tanta gente che intanto si era accumulata all’interno del castello, mentre fuori dalle mura si intravedeva una lunga fila di persone ancora in attesa di entrare.

Mi sentii fortunata ancora una volta per essere giunti lì all’ora di pranzo, evitando così la calca della folla e per esserci potuti gustare in santa pace quell’oasi di paradiso fiorito.

Ero assorta in questi pensieri quando ai miei piedi vidi delle banconote, mi chinai e le raccolsi: erano quindici euro appallottolati!

Stupita mi guardai attorno: tutti erano indaffarati a guardare i giardini e a far fotografie nessuno si era accorto che io avevo raccolto quelle banconote, nemmeno Umberto.

Mi sentii in colpa e avrei voluto chiedere di chi erano quei soldi, ma ovviamente sopra di esse non c’era il nome e se avessi chiesto di chi erano, tutti avrebbero potuto dire: “Miei, miei!”.

Così compresi che era un Dono per me.

Le feci vedere ad Umberto che mi disse “Si, é proprio un dono degli Angeli affinché tu possa finalmente comperarti il tuo libro tanto desiderato”.

Così andai allo stand dei libri e cercai il volume che mi interessava, ma non lo vidi, era un solo volume e dove lo avevo visto poco prima non c’era più. Forse lo avevano già venduto pensai e feci per andarmene quando vicino alla cassa lo vidi, era solo stato spostato da qualcuno ed ora era lì in bella mostra che sembrava attendere proprio me.

Guardai il prezzo: quattordici euro e novanta!

Proprio la cifra che mi avevano donato gli Angeli!

Il venditore fu molto cortese e mi regalò anche una borsa in stoffa per riporre gli eventuali acquisti. Meglio di così non potevo chiedere!!

Grazie Angeli!!

Una volta anni fa quando abitavo ancora ad Alpignano, sentivo spesso per radio la pubblicità di un ristorante che oltre a servire dei piatti particolari a base di carne alla Bourghignonne, faceva dell’ottima musica. Si poteva cenare in quel posto allietati da dolci suoni e per chi volesse ballare c’era anche una piccola pista a disposizione.

Ogni volta che sentivo quella pubblicità ero incuriosita e attirata da quel locale.

“Un giorno o l’altro devo andarci a cena e trascorrere così una serata insolita”. Pensavo fra me.

Una sera al suo ritorno dal lavoro Umberto era tutto entusiasta, aveva sentito i conduttori della radio locale che invitavano gli ascoltatori a mandare un messaggio per scoprire, all’interno di un gioco, quale fosse la notizia falsa su tre alquanto bislacche e improbabili che loro avrebbero letto.

Chi avesse indovinato e fosse poi estratto avrebbe vinto un dono, come cd, buoni pasto, buoni massaggio ecc. ecc.

Era una trasmissione delle prime ore del mattino e tutte le mattine faceva compagnia ad Umberto mentre si recava al lavoro. Molte volte era stato tentato di inviare il messaggio con la sua risposta, ma non credeva molto alla sua buona sorte e così desisteva sempre dal provare.

Quel mattino invece aveva sentito con sicurezza dentro di sé che la risposta da dare la sapeva con certezza e aveva provato a scrivere il suo messaggio col telefonino; poi si era recato al lavoro come sempre e non ci aveva pensato più su.

Quando poco dopo sentì il cellulare squillare fu stupito: chi poteva chiamarlo a quell’ora del mattino??!

Bene era la radio a cui aveva inviato il messaggio e lo chiamavano poiché aveva dato la risposta esatta e fra i tanti radioascoltatori, avevano sorteggiato proprio lui.

Era molto felice di aver risposto esattamente e di essere stato sorteggiato: il premio in palio per quel giorno era nientemeno che una cena per due persone e indovinate dove?

Si, esatto avete indovinato! Proprio al ristorante di cui io spesso sentivo la pubblicità per radio!

Pochi giorni dopo era il nostro anniversario di matrimonio così prenotammo per quella sera e trascorremmo una bella serata in allegria e gustando degli ottimi manicaretti.

Come vi dicevo quando abbiamo un desiderio puro nel cuore, gli Angeli si danno un gran daffare per poterlo esaudire.

Quest’inverno é stato molto freddo e lungo e agli inizi di marzo io manifestai il desiderio di uscire ogni tanto per fare qualcosa di diverso.

Non sapevo bene cosa avrei voluto fare, abitiamo lontano dalla città e il nostro piccolo paesino non offre molte attrazioni per trascorre una serata diversa.

Sapevo solo che ero stanca di stare sempre in casa per lo più davanti al televisore sul divano o al computer.

Dopo pochi giorni di questa mia manifestata noia, una sera Umberto rincasò strepitosamente felice: aveva vinto un’altra cena alla radio sempre con il solito quiz delle tre notizie bislacche!!

Aveva nuovamente indovinato ed era stato estratto proprio lui!

Questa volta la cena si sarebbe gustata in centro a Torino e il ristorante che la offriva era rinomato per la sua cucina e anche per le serate a tema che offriva: c’era la cena con delitto ove i clienti potevano partecipare al gioco cercando di indovinare l’assassino, oppure una serata con attrazioni di burlesque.

Non avevo mai assistito a questi tipi di cena ed entrambe le cose sarebbero state un bel diversivo per uscire dalla mia noia di quei giorni di fine inverno .

Ero molto felice e decidemmo che presto avremmo prenotato, ma non c’era fretta il coupon che ci avevano spedito scadeva dopo sei mesi, quindi potevamo stare tranquilli: avevamo tanto tempo davanti a noi.

Trascorsero tre mesi e alla fine ci ricordammo di prenotare.

Avevamo optato per la cena con lo spettacolo di burlesque e così Umberto telefonò al ristorante.

Eravamo quasi alla fine di maggio e quando telefonammo al ristorante ci dissero che gli spettacoli serali erano terminati e sarebbero ripresi a fine ottobre, ma per tale data il nostro buono sarebbe scaduto così ci accontentammo di andare a cena e perdemmo l’occasione della serata particolare a tema.

Una cosa importante che imparai é che quando ti fanno un dono bisogna goderselo subito non lasciarlo accantonato, altrimenti si perde il suo valore intero.

Ogni cosa donata, va sempre goduta e apprezzata nel momento stesso del dono altrimenti si rischia di perderne parte dell’effetto.

Carpe diem appunto!!

Una decina di anni fa circa, gli Angeli mi regalarono una cosa assai preziosa: l’Amore per la Vita.

Ora vi racconto.

Era una bella giornata invernale, di quelle piene di sole che ti sembra già di essere in primavera, ma per me era un giorno molto buio e triste.

Era l’ora della mia pausa pranzo,  presi l’auto e mi recai in un parco lungo il fiume Po, da cui si diramava un sentiero che portava ad un canale di irrigazione.

Lì giunta, mi misi a camminare lungo il sentiero assorta nei miei cupi pensieri.

Ero molto triste, sentivo il peso della responsabilità di un lavoro estenuante su di me, le varie incomprensioni con i datori di lavoro mi sembravano insormontabili; per di più non avevo nemmeno l’appoggio morale dei miei cari che, non comprendendomi, mi colpevolizzavano per le mie frustrazioni.

Insomma ero sola come Don Chisciotte a lottare contro i miei mulini a vento.

Mi sentivo molto stanca ed esausta  mentre guardavo le acque del canale che scorrevano veloci e impetuose.

Una brutta idea si affacciava alla mia mente: che cosa stavo ancora a fare su questa terra?

Un bel tuffo e presto tutto il mio dolore sarebbe finito!

Mentre camminavo guardavo l’acqua invitante del canale che scorreva come suono di richiamo,  la mia tristezza era proprio tanta se era arrivata ad offuscare la mia mente con  questi brutti pensieri.

Ad un certo punto pensai che si, forse era giunta la mia ora di dire addio al mondo,  con cura mi tolsi il giaccone e lo appesi al ramo di un albero: era quasi nuovo ed era un peccato che lo trascinassi con me, meglio risparmiarlo e lasciarlo in dono a qualcuno a cui forse sarebbe stato utile.

Poi mi sedetti su una panchina,  mi misi a salutare mental-mente i miei cari, ma un cinguettio insistente mi distrasse e mi girai verso quel suono.

Ci saranno stati una cinquantina di uccelli di tutti i tipi,  tutti

sparsi attorno a me che becchettavano tranquillamente senza alcun timore per la mia presenza.

Io sorpresa li guardavo ammirata: c’erano passerotti, cinciallegre, pettirossi, merli, piccioni, tortore; tutti becchettavano, poi alzavano il capino, mi guardavano  cinguettando e poi tornavano a becchettare.

Era strano, era come se volessero comunicarmi qualcosa, erano veramente tanti, non ne avevo mai visti così tanti, di razze diverse tutti insieme.

Il loro cinguettare mi distraeva dai miei pensieri cupi e iniziai a osservarli.

C’erano i passeri che si rincorrevano e si contendevano delle briciole, le tortore che mi guardavano e poi facevano il loro tipico verso, i colombi maschi che inseguivano la loro femmina preferita facendole la corte e tubando con tutta la coda in estensione, i merli sparsi cacciavano gli insetti.

Fui colpita dal fatto che erano tutti lì attorno  a me e nessuno volava via o era turbato dalla mia presenza anzi, mi pareva fossero lì proprio per me e sembrava mi facessero partecipe della loro vita, chi inseguendo il proprio amore, chi mostrandomi orgoglioso il suo bottino.

Ad osservarli bene sembravano proprio un esempio di noi esseri umani, mi spiego: tante razze tutte insieme, tutti convivevano serenamente, cosa che noi umani forse non siamo ancora in grado di fare troppo bene.

Al contrario di noi, essi non si preoccupavano di nulla, abbassavano il capino e trovavano il cibo, se una conquista amorosa non funzionava, non disperavano di certo, rivolgevano subito le loro attenzioni ad un altro esemplare della stessa specie.

Era come se l’Universo mi stesse parlando e mi dicesse di non preoccuparmi di nulla, di affidarmi  al Cielo che avrebbe provveduto a ogni mia necessità esattamente come aveva sempre fatto con tutte le Sue creature.

Tutti insieme quegli uccelli facevano un bel concerto e io non mi sentii più sola e abbandonata,  pian piano notai nuovamente che nel cielo splendeva il sole, che il cielo era azzurro azzurro, che le montagne innevate facevano da sfondo al panorama e che oltre a me lì non c’era nessuno, che tutto quel bellissimo insieme di animaletti e stupenda Natura,  era lì proprio per onorarmi con la sua presenza facendomi sentire privilegiata di poter assistere a tanta loro intimità e a tanta magnificenza.

Nonostante fosse inverno e facesse freddo, io non lo sentivo anche se mi ero tolta il giaccone, i raggi del sole mi scaldavano e inondavano il mio cuore di magico calore, tutti quegli uccellini sembrava mi volessero dire come era bella la vita!

Anche loro dovevano lottare per la sopravvivenza, ma era una cosa normale e si rispettavano e riuscivano a stare lì, tutti insieme a godere di quanta bellezza ci fosse nel mondo, nella Magia della Natura.

Mi resi conto della grandezza di Dio e dei suoi Angeli che si manifestavano vicino a me con quei volatili e non mi sentii più triste e sola anzi, ero in ottima compagnia.

Era come se tutti loro mi facessero riflettere sui miei angosciosi pensieri, era un dimostrarmi che la Vita è un bene troppo grande e prezioso per sprecarlo, che solo Dio aveva il diritto di decidere se e quando sarebbe stata la mia ora.

Lentamente mi alzai  cercando di muovermi delicatamente per non far volar via gli uccelli, mi recai all’albero a cui avevo appeso il mio giaccone e me lo rinfilai, ma nessun uccello si alzò in volo. Stavano  ancora tutti lì come fossero attirati da me e da quel luogo.

Mi risedetti e mi misi a parlare con loro,  li ringraziai del loro Amore, si avete capito bene io percepii il loro Amore verso di me,  li sentivo veramente vicini al mio cuore ed era come se mentalmente comunicassimo.

Alcuni erano volati anche vicino a me sulla spalliera della panchina e mi osservavano, poi cinguettavano guardando il cielo, ma nessuno di loro era volato via.