Vi è mai capitato di osservare un bambino anche neonato che si guarda attorno con meraviglia e stupore sorridendo improvvisamente? Sembra  sorrida al nulla attorno a lui e poi pare comunicare con qualcosa o qualcuno che solo lui vede e sente.

Quando quei sorrisi e quegli sguardi sono rivolti a noi è come se i loro occhi vedessero la nostra parte migliore.

Si dice che quando si è bambini,vediamo cose che poi crescendo, dimentichiamo. Forse chissà perdiamo i nostri poteri di comunicare con tutto un universo fatto di Angeli, Fate, Gnomi, Elfi e tutto il Popolo Fatato, ma da grandi osservando la bellezza della nostra vita, possiamo lasciare aperto uno spiraglio attraverso cui quella antica Magia può ritornare.

Quando ero piccina, mamma mi aveva spiegato che il buon Dio    a ogni bimbo che nasceva metteva accanto un Angelo che aveva il compito di vegliare su di lui e proteggerlo da ogni male.  Ricordo che quando avevo paura di qualcosa chiedevo aiuto all’Angelo che sapevo di avere vicino.

Così quando ero sola in casa o nel mio letto, mi nascondevo sotto tutte le coperte, ma lasciavo uno spazietto vicino a me per fare posto al mio Angelo.

La mia mamma mi aveva insegnato a recitare le preghiere,  l’Angelo di Dio era la mia preferita e la recitavo quando volevo sentirmi  più vicina al mio Angelo.

Ricordo che dopo averla recitata, avevo la sensazione di essere protetta dalle grandi ali del mio Angelo custode e di essere al sicuro da ogni pericolo.

Un giorno, avevo all’incirca tre o quattro anni, mi trovavo con la mamma in un parco pubblico e lo dovevamo attraversare per abbreviare la strada del ritorno a casa, poiché stava per piovere e non volevamo bagnarci.

Il cielo si era fatto scuro, scuro e tra i rami dei grandi alberi, soffiava il vento. Improvvisamente iniziò a piovere violentemente e i lampi e i tuoni erano molto vicini a noi.

La mamma mi stringeva forte, forte per rassicurarmi, nonostante avesse paura lei stessa poi mi condusse velocemente sotto un grande pino per ripararci dalla pioggia.

Dopo poco che eravamo là sotto, io la presi per mano e volevo che mi seguisse lontano da lì, ma lei non capiva: lì sotto eravamo un po’ riparate e, al di fuori dei grandi rami del pino, ci saremo inzuppate tutte.

Io avevo freddo e volevo andare via da lì, iniziai a tirarla per la gonna, ma lei non si convinceva a spostarsi e cercava di rassicurarmi che lì eravamo riparate.

Allora io insistetti e le dissi:

<< Andiamo via, me lo ha detto il mio Angelo! >>

A quelle parole si convinse e dandomi la mano mi seguì dove la condussi.

Un po’ più in là c’era una tettoia che ci sarebbe servita meglio da riparo.

Come fummo al riparo dalla pioggia, un grande lampo squarciò il cielo, immediatamente seguito da un forte boato di tuono.

Mamma mi teneva in braccio e mi  strinse forte, forte.

Entrambe avevamo chiuso gli occhi per la paura e quando li riaprimmo vedemmo che il pino ove prima ci eravamo riparate, era stato colpito dal fulmine.

Si, proprio così: il fulmine si era abbattuto su quel pino incendiandolo in parte e se noi fossimo rimaste là sotto, saremo morte fulminate.

Per fortuna il mio Angelo custode ci ha portate in salvo e ancora oggi, la mia mamma che ha novanta anni,  se lo ricorda e lo dice:

<< E’ stato il tuo Angelo che ti ha preso  per mano e ci ha portato al sicuro. >>

Io sono certa che intorno a noi ci sono gli Angeli e non solo il nostro Angelo custode, ma ci sono Angeli che guidano le persone nelle azioni e nei pensieri: se ci soffermiamo a riflettere, ci accorgiamo di quante volte dovevamo fare una certa cosa o andare in un dato posto, e poi per strane coincidenze, abbiamo cambiato idea o direzione, per venire poi a sapere che in quel posto, in quel dato momento, era meglio non esserci.

Nella mia vita mi sono sempre sentita protetta e ogni volta che c’era un pericolo, qualcuno era lì pronto a intervenire in aiuto.

Come un giorno che ritornando da scuola con la mamma, lei si ricordò che doveva comperare il latte e mi disse:

<< Aspettami qua che faccio in fretta, torno subito. >>

E mi lasciò sul marciapiede da sola, attraversando di corsa la strada per raggiungere la latteria che si trovava di fronte, sull’altro lato della carreggiata.

Io attesi un po’, poi mi stancai di aspettare e come avevo visto fare alla mamma, mi lanciai di corsa nella strada per attraversarla e raggiungerla.

Avevo sei anni e non avevo ancora mai attraversato una strada da sola, non sapevo che bisognava aspettare che non ci fossero auto da entrambe le corsie, ma mi era sembrata una cosa facile, facile da farsi.

Era la mezza passata e c’era un gran traffico in quell’ora di punta, mi lanciai giù dal marciapiedi di corsa e subito un gran stridore di freni colpì le mie orecchie e due forti braccia mi presero al volo, alzandomi da terra e riportandomi sul marciapiede da dove ero scesa.

Era un autista di Taxi che aveva compreso la mia intenzione un attimo prima che io la mettessi in atto e mi aveva bloccato appena in tempo, prima che finissi sotto un auto, frenando la sua auto in mezzo alla strada e bloccando il traffico.

Tutti si fermarono e iniziarono a suonare i clacson, poiché erano infastiditi da quell’auto in mezzo alle carreggiate che li bloccava.

Attirati da quel frastuono, i clienti del negozio uscirono a vedere cosa fosse successo e fra questi c’era anche la mia mamma, che corse subito da me.

Spaventata per quel che sarebbe potuto accadere, mi abbracciò forte, forte e promise che mai più mi avrebbe lasciata sola su un marciapiede.

Si sa che i bambini sono imprevedibili nelle loro azioni e lei si sentiva in colpa per avermi lasciata sola, fidandosi che non mi sarei spostata dal marciapiede.

Poi si girò per ringraziare il signor tassista che, con il suo gesto, mi aveva salvata da un brutto incidente, ma quando si voltò per parlargli, l’auto non c’era più e il traffico di automobili era nuovamente ripreso a scorrere come prima.

Mamma era stupita, ma io con tutta calma le dissi:

<<Non ti preoccupare, era un Angelo mandato a proteg- germi perché ero in pericolo.>>Lei fu subito d’accordo con il mio pensiero e disse:

<< Si, si era proprio un Angelo del  Signore, ringraziamo Dio che è andato tutto bene! >>

 

tratto dal libro di Sandrina Chiarotto https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__riconoscere-gli-angeli-sul-nostro-cammino.php?id=63358