Ho 67 anni e nel 2007 ho avuto una grande crisi depressiva, piangevo sempre senza motivo, anche se intorno a me tutto andava bene. Non avevo nessun problema serio: né di salute, ne economico, né di famiglia, ma ero sempre molto, molto triste e addolorata.

 

Mio figlio conosceva Michela e mi ha accompagnata da lei.

 

Lei mi ha diagnosticato un forte calo di serotonina e mi ha consigliato di andare da uno psichiatra per avere le cure necessarie. Così ho fatto, ma questo medico mi ha dato dei farmaci che molto lentamente mi hanno bloccato tutto il corpo: non riuscivo più a coordinare i movimenti, non riuscivo a lavarmi da sola. Non riuscivo a lavarmi i denti perché non ne avevo la forza, non riuscivo a fare il bagno, doveva farmelo mio marito, e soprattutto non riuscivo nemmeno a guidare, cosa che mi piaceva molto e il non poterlo più fare mi invalidava molto.

 

Sono andata dal medico di famiglia e mi ha detto che sarebbe passato, di continuare la cura dello psichiatra. Ma io peggioravo di giorno in giorno, mio figlio non sapeva cosa fare e aveva prenotato una clinica psichiatrica per ricoverarmi, poi ha sentito Michela e le ha chiesto consiglio.

 

Michela ha detto che se mi avessero ricoverata non mi avrebbero più recuperata, disse che lei aveva fiducia che ce l’avrei fatta lentamente da sola, solo bisognava cambiare la cura del medico perché probabilmente era troppo forte. Così è venuta con me dal medico e gli ha parlato dicendo che certe sostanze forse agivano sul mio cervello e ne bloccavano la funzionalità.

 

Grazie a lei il medico mi ha cambiato la cura e pian piano ho recuperato me stessa.

 

Grazie di vero cuore Michela.

Donatella

 

 

 

Dialogo tra Titti Bellini e Michela Chiarelli

Ha ha ha! Avrei voluto vedere la faccia del medico mentre gli dicevi quelle cose di farmacologia speciale!  Meno male che ha afferrato il bandolo che gli porgevi… Quando preparavo l’esame di Psichiatria ho letto molte parti che riguardavano la distonia, la rigidità che certe molecole causavano nel fruitore del servizio che doveva accettarle come male minore per non far affiorare la patologia psicotica di base.

Se la signora aveva un calo di serotonina il farmaco d’elezione – a meno che nel frattempo non ci siano stati cambiamenti facilitatorici – avrebbe dovuto appartenere alla categoria degli inibitori del reuptake della serotonina. Ma tu come hai percepito questo calo in circolo della molecola? Come una diminuita produzione o un’aumentata perdita? E sciamanicamente nulla si poteva indurre in quel senso, ovvero aumentare la produzione, magari introducendo con la dieta dei precursori o cibi contenenti certi aminoacidi, o ridurre le perdite favorendo il reuptake in senso vibrazionale anziché chimico?

 

 

« Donatella non mangiava nulla da almeno otto mesi, quindi non potevo consigliare precursori alimentari… noci, mandorle, ecc.. Sciamanicamente, per quanto si possa pensare allo sciamano come un essere divino, avevo di fronte Donatella, un essere umano che aveva fatto crollare tutti gli equilibri…Tutte le funzionalità di tutti gli organi…beveva solo acqua..credo per un fattore ormonale. Stravolta la sua vita comune, persa la casa, gli amici, ha seguito una situazione …ha cambiato vita, città…Aveva perso il ciclo mestruale…poi …non si nutriva in modo adeguato e così l’abbattimento è arrivato velocemente. Le tecniche sciamaniche usano le energie del corpo stesso, usano quelle: quindi spero sempre di trovarne! Molto meglio se il sistema è ancora funzionante e non così compromesso…come in questo caso…molto complicato. Per alzare i picchi di serotonina occorre averne, e  avere sistemi funzionanti…Andare dallo psichiatra è stata un’esperienza molto dura…in sala d’aspetto mi sono resa conto che ognuno avrebbe avuto bisogno di altro… »

 

Cosa aveva scatenata la depressione, qual’era la causa vera del disagio e quale poteva essere la sua rimozione senza dover più agire farmacologicamente? Strutture produttive danneggiate? Per quale motivo? Ischemico? Infettivo? Tossico? Non eliminabile? La catastrofe umana, di carriera, finanziaria, affettiva, che danni avevano prodotto alle strutture ghiandolari, neuroendocrine, agli  ormoni stessi?

 

« Era scompensata al massimo, con l’adrenalina ai massimi livelli, tremava tutta…era diventata ipersensibile, un corpo ipersensibile…anche perché non mangiando aveva perso più di quaranta chili…In quel momento… »