Dopo un aborto spontaneo nelle prime settimane, di una gravidanza iniziata nel maggio del 2012, che mi lasciò sconcertata ed addolorata a 37 anni, iniziai a pensare di aver abbracciato quel poco di maternità che mi fosse consentito in questa vita e mi parve di accantonare il progetto, sufficientemente sconfortata e prostrata.

Il desiderio apparve però, nuovamente, attorno al compimento dei miei quarantun’anni: un desiderio leggero, silente, quasi inconfessato, aereo ma nel contempo perentorio perché mi fece di colpo raccogliere le mie carte mediche, cercare un nuovo ginecologo e precipitarmi nel suo studio in un caldo pomeriggio di settembre, bella ed abbronzata, in un abito di raso rosa e crema, incontro ad un appuntamento col destino, a fare i conti con quello che poteva essere l’ultima possibilità di realizzare un sogno.

Il dottore mi visitò, analizzo i referti e con professionalità e rigore gentili mi disse che a 41 anni, le probabilità di rimanere incinta erano ridotte; che si poteva pensare ad un’inseminazione artificiale ma di tenere in considerazione che anche un intervento di procreazione assistita non avrebbe potuto assicurare un risultato certo.

Non so come trascorsi interiormente i mesi seguenti, probabilmente apparentemente come sempre tra alti e bassi, tra sogni e risate, pianti, delusioni e sconfitte…

La primavera seguente, grazie ad un’amica, conobbi Michela Chiarelli. Fissammo un appuntamento con Michela e, la mia amica, io e il mio compagno, partimmo in direzione Cavagnolo.

Non ricordo esattamente cosa successe nel corso del nostro incontro, so solo che il tempo che trascorse dentro lo studio la mia amica mi parve infinito, mentre lo stesso tempo in durata che Michela dedicò a me, mi parve volare, quasi come un soffio.

Quel giorno mi trattò, mi diede alcuni consigli alimentari e fu proprio quel giorno che decisi di affidare a lei il mio sogno di maternità.

Ritornammo altre volte nel corso dell’estate, sempre il mio compagno ed io, ed entrambi uscivamo da quella sua stanza, densa di dolcezza ed armonia che è il suo studio, la maggior parte confortati mentre altre volte saggiati duramente.

Senza neanche averne il sentore, con Michela scandagliai la solidità del mio rapporto d’amore, le mie paure, le ansie, il lutto, tutte le mie resistenze consce o meno legate al progetto, con modalità così profonde che, probabilmente, neppure decenni di terapia avrebbero potuto.

E poi, esami del sangue suggeriti ad entrambi, valutazioni tecniche del nostro equilibrio organico, esiti attesi con trepidazione, valori perfetti insieme a valori sballati, strategie naturali cercati ovunque ed assunti con fiducia quasi assoluta, mentre le cose poco alla volta si muovevano…

Rimasi incinta dopo un solo anno dal nostro incontro e dopo aver seguito i suoi consigli, passo a passo e naturalmente dopo essermi consegnata alla potenza della sua preghiera. Perché al di là dei segreti naturali che detiene, serba e dispensa, Michela prega!

 

È una donna che veglia e prega; sovente per intere notti, per tutti, per il Bene, senza tregua.

Senza fatica.

 

Ha seguito la mia gravidanza per intero ed è stata interpellata anche nella scelta di una rosa di nomi per la nostra bimba, perché come ogni fata madrina che si rispetti, abbiamo sempre lasciato a lei un posto di rilievo nell’accudimento della sua protetta.

 

Ora nostra figlia, che è nata ai miei 43 anni compiuti, ha 27 mesi ed è un capolavoro di bellezza e vivacità.

Patrizia