Conobbi Michela qualche anno fa in occasione di una serata organizzata nel “Centro incontri” del mio paese, mi piacque molto sia l’argomento sia lei come persona.

Su un opuscolo informativo veniva riportato “riallineamento della colonna vertebrale”, parole magiche per me.

Da molti anni soffrivo di dolori lombari che periodicamente mi costringevano a stare a letto con conseguente assunzione di farmaci. Da alcuni accertamenti seppi che la mia colonna vertebrale presentava compressioni in più punti (cervicale – dorsale – oltre che lombare).

Non volevo continuare la mia vita con mutua e farmaci che curano l’effetto del problema, volevo poter fare qualcosa per risolvere in qualche modo la causa. Così fissai un appuntamento con Michela che dopo la prima seduta mi disse che “si poteva fare qualcosa”. Ero così felice, alcuni medici mi avevano parlato perfino di intervento.

Iniziai così con Michela questo percorso ma a me piace chiamarlo “viaggio”, che ha come protagonisti: il mio corpo – Michela – ed io. Un viaggio non passivo, ma attivo, facendo tesoro di tutto quello che mi consigliava di fare, tra una seduta e l’altra.

Movimenti mirati tutti i giorni al mattino e quelli da fare quando mi accorgevo che quel tal movimento non andava fatto così.

Spesso il mio lavoro di “cura” mi porta a movimentare carichi da sola.

Quando ebbi  un problema alla spalla destra, Michela mi seguì per il riposizionamento e nello stesso tempo mi consigliò di introdurre, per togliere l’infiammazione, sali minerali o altro.

Per il mio carattere ed il mio modo di essere ho difficoltà a lasciarmi andare e fidarmi, o meglio “affidarmi”. Michela con il suo approccio caldo come un focolare, con il suo Dono, con l’amore che trasmette, mi ha insegnato che ciò è possibile.

Ed ogni volta grazie a lei, la spalla, il ginocchio, i polsi, i piedi, le vertebre, il muscolo, il calcolino nella cistifellea… ritornano con amore al loro posto.

Sono più consapevole del mio corpo, riconosco quando sta per arrivare un problema e riesco spesso a prevenirlo anche solo evitando un alimento (stomaco) o un movimento (contrattura muscolare).

Qualche giorno fa ho preso un brutto colpo sul tallone destro, è stato molto doloroso; ho dovuto lavorare comunque e non potendo recarmi da lei  (visto le restrizioni del decreto in questo momento di emergenza), ho ricordato ciò che Michela mi ha insegnato (impacchi arnica, ecc.).

Sì, lei non vuole che la persona diventi dipendente da lei facilitatore, ma vuole che il sapere che ci trasmette diventi utile nella quotidianità il più possibile.

 

Scrivo anche qualche riga per mio marito che, in un momento particolare della sua carriera di amministratore, accerchiato da tanta invidia, non riusciva a portare avanti il suo lavoro per la comunità. Alcune persone lo ostacolavano in tutto.

 

Abbiamo chiesto a Michela se poteva aiutare a risolvere la situazione. Poco dopo, queste persone da un comportamento oppositivo sono passate ad un comportamento propositivo.

 

Ringrazio e ringraziamo Michela per tutto.

Cinzia