” I saggi devono essere avvicinati, anche se non insegnano; il loro parlare , persino di cose elementari, contiene saggezza.”

Yoga Vasishtha Sara

 

Mi chiamo Cristina e ho conosciuto Michela Chiarelli tre anni fa. Un caso fortuito si potrebbe dire.

Ebbi l’occasione di ascoltare per la prima volta Michela nel video di una sua intervista nella quale lei parlava della similitudine delle piante, di come riuscire a capire le proprietà delle piante stesse..parlava dell’equiseto e di come questa pianta straordinaria, oltre a essere un potente remineralizzante, ci aiuta per similitudine a radicare e a conoscere noi stessi.

Il suo modo di parlare lasciava trasparire una conoscenza che andava oltre quello che, nel poco tempo di una breve intervista, lei aveva avuto modo di dire.

Ancora non sapevo che lei fosse una Sciamana, una Donna e Guardiana Medicina Italiana.

Qualche mese prima, sempre casualmente, su Rai Radio 3 avevo ascoltato un programma sulle tracce della medicina popolare o medicina sottile, tramandata nel tempo solo da alcuni e pochi guaritori e guaritrici. Veniva trattato questo tema in modo approfondito attraverso studi e ricerche antropologiche sulle tracce di un antica tradizione, una saggezza antica diversa da qualsiasi altro approccio di guarigione.

Il filo conduttore della trasmissione radiofonica era il tema della cura in ambito medico, il ruolo delle guaritrici nel rendere parte attiva il fruitore del servizio al processo di guarigione e il racconto di alcune realtà in Italia, di parallelismo e collaborazione tra medicina convenzionale e guaritrici e guaritori naturali.

Dopo avere ascoltato l’intervista di Michela la contattai scrivendole…

Michela, a differenza di tanti operatori olistici aveva qualcosa di “diverso”: l’autenticità, l’integrità e la conoscenza profonda di argomenti e temi molto interessanti.

Successe poi che attraversai un momento difficile per una situazione che riguardava una persona a me vicina. Cercai in tutti i modi di risolvere il problema da sola senza chiedere aiuto a nessuno.

Ricordo che in quel periodo Michela mi chiese più volte se stavo bene. Probabilmente lei si era accorta che non stavo bene ma io non le dissi nulla e continuai a introiettare dentro di me ogni emozione.

Dopo qualche settimana il mio stomaco cominciò improvvisamente a dare dei sintomi di dolore. Dolori fortissimi, tanto che il medico di famiglia iniziò a prescrivermi un antispastico a base di bromuro che toglieva il dolore per qualche ora, ma che poi non risolveva la situazione.

Un giorno al telefono parlando con Michela le raccontai quello che mi stava succedendo.

Per la prima volta lei mi disse “ora ti tratto”. Mi trattò a distanza.

Io non sapevo nemmeno che cosa significasse, eppure dopo pochi minuti provai sollievo. Il dolore era scomparso. Ma la cosa ancora più incredibile fu che lei mi disse che avevo una infezione da helicobacter pylori. Nessun medico, fino a quel momento consultato me ne aveva parlato. Nessuno lo aveva preso in considerazione come possibile causa dei miei disturbi.

Come era possibile che lei fosse riuscita a distanza a individuare la causa del mio disturbo?

Il giorno dopo andai presso un laboratorio esami per fare il test dal quale risultai positiva a questo batterio. Ora si spiegava tutto. Finalmente qualcuno aveva capito che cosa mi stava succedendo. Nessun medico era riuscito a individuarlo.

Nei giorni successivi prenotai una visita da un medico gastroenterologo che mi prescrisse due antibiotici da assumere contemporaneamente per dieci giorni. Dopo la prima assunzione ebbi una reazione allergica importante. Il mio corpo rifiutava questa cura. Invece che riportare equilibrio, i due antibiotici combinati portarono nel mio corpo un forte  disequilibrio scatenando una orticaria cronica. Questa era la definizione medica che mi venne data.

Seguirono mesi e mesi di cure con cortisone e antistaminici che non risolvevano la situazione ma la peggioravano.

Mentre io lavoravo per intossicarmi, Michela lavorava in silenzio per disintossicarmi con dei trattamenti a distanza.

Non potevo più proseguire in questa direzione.

In quel periodo iniziai una cura omeopatica a base di oli essenziali e abbandonai gradualmente il cortisone. Michela intanto continuava a trattarmi. E’ stato un periodo lungo di riequilibrio attraverso aggiustamenti continui.

Ho iniziato a stare bene gradualmente. Quello che è avvenuto non è stata solo una guarigione fisica ma anche una guarigione interiore. Le due cose si sono avviate contemporaneamente.

L’ultimo controllo di laboratorio ha evidenziato la mia guarigione completa.

Quello che Michela ha avviato è un processo di guarigione, il suo è un lavoro sottile che però richiede la collaborazione della persona sulla quale lavora. Un lavoro che agisce sulle stratificazioni che nel corso degli anni si accumulano quando non ci ascoltiamo. E’ un lavoro che richiede di fermarsi ed entrare in contatto con se stessi.

Ho avuto la prova e la dimostrazione di quello che Michela riesce a fare a distanza anche in altre occasioni che naturalmente (naturalmente perchè le prove fanno parte della vita), si sono presentate nel corso del tempo. Mia suocera venne operata da un tumore alla testa ad inizio dell’estate di un anno fa. Dopo l’intervento e durante la degenza in ospedale, iniziò ad avere un declino cognitivo e fisico. Non riconosceva più nessuno. Tutti i giorni andavo a trovarla ed ero in contatto telefonico con Michela che senza mai stancarsi trattava a distanza mia suocera. Mi diceva di posizionarle le mani in certi punti e, facendole io da tramite, Michela riusciva a entrare in contatto con lei. Dopo pochi giorni mia suocera non solo guarì completamente dal declino cognitivo, ma guarì anche fisicamente, tanto che venne dimessa.

Una volta a casa incidentalmente cadde fratturandosi il femore. Ritornammo in ospedale e questa volta si pensava davvero che fosse la fine. Seguì un altra operazione chirurgica e ancora Michela, tutti i santi giorni, curò a distanza mia suocera, togliendole il dolore e restituendole la forza necessaria per continuare a vivere.

Questa è Michela. E’ così che lei lavora instancabilmente. Con tanto amore e dedizione.

 

Come quando mia madre si ruppe un osso della mano. Era la prima settimana dell’inizio della pandemia che si è scatenata su tutto il territorio nazionale. La mano di mia mamma era diventata gonfia e rossa. Dovevamo portarla al pronto soccorso anche se questo significava un rischio in quanto si rischiava di fare entrare mia madre a contatto con il virus. Ricordo che ne parlai al telefono con Michela.

Lei non mi disse niente. Ma il giorno dopo mia mamma non aveva più nulla.

 

Nessun gonfiore.

Nessun rossore.

Nessun dolore.

 

Anche il medico di famiglia che la aveva visitata rimase sbalordito.

Sì, con Michela Chiarelli succedono queste cose. Avvengono piccoli e grandi miracoli.

Lei è meravigliosa e trasmette a tutte le persone che incontra la gioia di vivere e di ritornare a vivere pienamente.

Per questo la ringrazio tanto e ringrazio il caso fortuito che ci ha fatte incontrare.

 

Con immensa stima, affetto e gratitudine

Cristina