Qualche notizia da ricerche storiografiche…

 

Nell’osservare la bellezza del corpo di Madre Terra, ci accorgemmo che la sua bellezza, come quella del corpo femminile, era strettamente legata al potere della Luna. Per noi donne Italiche la Luna divenne Sorella e Madre, rafforzando al contempo il concetto Di Divinità Femminile e di Madre Terra, Spirito Supremo cui rivolgere le nostre richieste. Già nell’eneolitico si praticavano sulle Alpi, culti dedicati alla Luna, come dimostrano gli orientamenti di alcuni pali e di numerose steli erette nell’area megalitica di Saint Martin de Corléans, ad Aosta.

Agli occhi degli uomini la Luna è sempre stata pregna di mistero e significato. Ha ispirato culti e miti, computo del tempo e delle superstizioni, opere d’arte e narrazioni fantascientifiche, e scoperte scientifiche. Nessun altro corpo celeste ha mai evocato un tale insieme d’idee. La Luna è l’oggetto più grande e mutevole del cielo notturno, ma è anche legata alla regolarità del tempo e dei cicli naturali, perciò ci è sempre apparsa come l’amica intima del fato e della fragilità umana. Divinità Lunari sono esistite in tutte le culture, fin dalla Preistoria.

Partendo dal corpo della Madre Terra, genitrice, prospera, che produce tutto il necessario per i suoi figli, per imparare molto di noi, delle nostre facoltà Magiche, rivolgemmo lo sguardo su nel cielo e ci innamorammo della Luna. Ciò che ci attrasse della Luna era, ed è, il suo Potere Magico Manifesto. Seguendo il suo ciclo naturale essa esercitava Potere sulla terra, poteva influenzare le Colture, gli Umori, le Maree e il ciclo delle Donne. Ci rivolgemmo per questo alla Luna osservando il suo moto e la risposta della Terra per comprendere il Potere Magico insito in ognuna di Noi. Studiammo le sue Fasi per conoscere la sincronia di fattori che determinavano i cambiamenti climatici e fisiologici delle creature sulla Terra. Così imparammo che il nostro potere, come il suo, poteva accrescersi come la Luna Crescente, che come la Luna Calante potevamo bandire e allontanare, che come la Luna Gobba potevamo creare compimento… Questa la base che accrebbe la consapevolezza della Donna e ne fece una Sciamana.

LA LUNA ITALICA

 

Qualche notizia da ricerche storiografiche…

Se il primo giorno settimanale dei Romani era ed è tutt’oggi il dies Lunae, lunedì, significa che la Dea Luna era almeno importante quanto gli Dei deputati ai giorni che seguono, e cioè: Marte, Mercurio, Giove, Saturno, e infine il Dies solis, il giorno del sole mutato poi nel Giorno del Signore, la Domenica.

Tutte le antiche Dee furono Lunari, telluriche e infere, cioè con tre aspetti, collegati alla Luna e quindi al cielo notturno, alla terra e quindi all’agricoltura, agli animali cui era collegato allevamento e caccia, e agli inferi e quindi alla morte e al dopo morte.

Firmicus Maternus (Scrittore siracusano IV sec. d.C.) scrisse: “La Luna, quasi che adorasse umilmente il Sole, si espone ai raggi della sua luce, si riabbellisce dello splendore che promana dall’altro fratello, è rigenerata dalla luce scintillante e, quasi rinnovata, reca su di sé i monili del fulgore riflesso. O Luna, tu trapassi agli estremi confini della volta celeste, tu sei l’eccelsa che torna continuamente ad adornarsi della luce del Sole e brilla del suo splendore per dare mensilmente eterna durata alla forza seminale degli esseri viventi.”

 

LA DEA LUNA

Qualche notizia da ricerche storiografiche…

La Dea Italica Luna fu adottata dai Romani come divinità minore, assorbita poi dalla Dea Diana che comunque non la soppiantò del tutto, tanto è vero che il culto della Luna, assieme a quello del Sole, sopravvisse nel culto mitraico, dove sovente la Dea era raffigurata o simboleggiata, da uno spicchio di Luna ritagliato nel marmo, in modo che una lampada dietro il marmo dell’altare rimandasse l’immagine luminosa della Luna.

I due simboli della Luna e del Sole come Dei tutelari, saranno trasposti nel cristianesimo medievale, dove il Crocefisso sarà posto tra una Luna e un Sole in tutte o quasi le pitture.

Alcuni esperti ritengono che le culture dell’epoca megalitica fossero matrilineari, con le donne poste al vertice della società non come governanti del potere politico, ma giacché datrici di natalità. Forse può essere tracciata una linea di continuità dalle donne della cultura neolitica Natufian del Libano, o addirittura dalla Venere di Willendorf, 24.000 anni fa. Le donne erano sin dalle origini raccoglitrici di semi, mentre gli uomini andavano a caccia.

Furono le donne che svilupparono la più importante esperienza nel settore agricolo, con l´istinto e il senso comune per selezionare le migliori sementi per le colture dell’anno successivo, il che anticipava in modo germinale ciò che oggi chiamiamo selezione artificiale.

La Dea Madre assunse una varietà di forme diverse. In alcuni casi era un serpente, in altri un avvoltoio, o la Luna. Ogni simbolo rappresentava un ciclo di morte, nascita e rinascita: il serpente va in letargo, poi si sveglia e perde la sua pelle; l’avvoltoio ricicla i corpi di animali morti mangiando la loro carne e la Luna muore e rinasce ogni ventotto giorni, a immagine del ciclo mestruale femminile.

 

Il culto della Luna era molto sviluppato in tempi megalitici. Di recente è stato riconosciuto che i templi come Stonehenge, erano originariamente costruiti per glorificare la Luna, così come il Sole.

Ogni mese la Luna è visibile all’interno del cerchio di pietre e appare perfettamente allineata ai varchi tra le massicce pietre. Gli architetti le hanno collocate con cura, per rilevare le variazioni dei cicli Lunari, che si ripetono esattamente ogni 18,6 anni.

La Luna piena ha un significato religioso e storico che risale a migliaia d’anni fa, poiché proprio alla luce della Luna piena, molte tribù di cacciatori-raccoglitori partivano per la caccia, sperando di trovare le migliori opportunità per una buona cattura di prede.

Come oggetto di venerazione, amato piuttosto che temuto, la nostra Luna esercita su di noi una forza simile a quella delle maree. I primi reperti risalgono alle pitture del Paleolitico europeo, ma l’adorazione nei suoi confronti è viva ancora oggi tra i neo pagani.

Tale durata non è tuttavia speciale, poiché la rileviamo anche per il Sole e per le stelle, che però simboleggiano la costanza. La Luna, invece, grazie alle sue fasi, alle eclissi e ai collegamenti con la crescita e la meteorologia, rappresenta il cambiamento.

Probabilmente sono state queste intense credenze ad anticipare la curiosità scientifica, la quale ha condotto all’esplorazione Lunare.

Michela Chiarelli @

tratto da Il Sacro della Luna di Michela Chiarelli