“Quanto è importante la fede nel processo di cura?” chiese un discepolo a Fools Crow: “Il più delle volte non otterremmo i migliori successi senza la fede” rispose il maestro “Ma ogni giorno vengono curate persone che non credono”.

Mi chiedo come persone sofferenti possano sottoporsi a cure in cui non credono. Nella tua ampia casistica queste persone giungono a te perché…sei l’ultima spiaggia dopo aver provato di tutto e/o perché i medici non sanno più cosa proporre?

 

« Alcune volte, sì…nei casi di sterilità e/o malattie gravi, sì, perché  rientra in quel ‘tentar non nuoce’…»

 

Vengono trascinati dal coniuge o dal genitore?

 

« Ci sono casi in cui il coniuge geloso viene a vedere chi è ‘sta sciamana.  Il genitore mi capita qualche volta, ma solitamente vengono a conoscermi dopo che il figlio ha iniziato un percorso fruttuoso,  con evidenti miglioramenti. Allora anche il genitore viene per migliorare se stesso. Di solito arrivano per passa parola, da tutto il mondo: mi conoscono in internet, tramite facebook, dai libri, ecc.»

 

Cosa provi quando dal muro di scetticismo il tono vira verso la sorpresa e poi la gioia per il dolore o l’invalidità attenuati o scomparsi?

 

« Sicuramente gratitudine e un senso di pace, che si estende al senso della mia presenza sulla terra. Anche quando mi deridono e mi chiedono se ‘so sciamannare’. Gli scettici sono di solito gli accompagnatori. Quando poi faccio la relazione di tutti i loro acciacchi, allora si rilassano…  »

 

Cosa comporta per il tuo approccio alla patologia avere a che fare con un  fruitore del servizio difficile, nolente, che non crede – per lo meno inizialmente –  e quanto ti costa in termini di energie spese, concentrazione, attenzione e sopportazione per i commenti non proprio gentili verso il tuo operato?

 

« Se una persona non crede in assoluto, io lo congedo con gentilezza e lo mando via. Se mi offende…ovviamente cerco di rientrare nella pace attraverso la preghiera. Uno deve scegliere di venire, e non esservi costretto. Anche e soprattutto nella cura a distanza: credo nel Libero Arbitrio.

Sì, si può dire che costa caro: tempo, salute, dedizione, attenzione…già solo il piano di trattamento a distanza quanto è intenso!

Più la vita quotidiana…non so cosa voglia dire ‘tempo libero’…Questa è la mia vita…»

 

Il credere che il grande Spirito possa riequilibrare ogni distorsione è il centro del mio agire.

 

Il concetto più vicino alla comprensione di cosa è  Il grande Spirito è quello dell’animismo, ogni cosa è viva ed è manifestazione del Divino creatore e ogni cosa, evento, situazione e persona, collabora con il nostro stato interiore nell’evoluzione, nella ricerca e nella creazione di un essere perfetto.

 

Io credo che tutto abbia un’anima.

 

Molte malattie nello Sciamanesimo sono viste come il distacco dal corpo dell’anima, che resta imprigionata in luoghi inaccessibili, incontra demoni e spiriti, e che deve essere liberata e ricondotta nel corpo con cure e rituali. Con la morte l’anima si distacca definitivamente dal corpo e vive di vita propria.

 

Sono una persona semplice, mi occupo della mia vita, della mia casa e delle mie passioni.

Faccio le pulizie, cucino e cresco i miei figli, mi prendo cura di tutte le persone che amo, pratico guarigioni e il mio mezzo più potente è la preghiera.

 

Il premio Nobel Alexis Carrel ha denominato la preghiera come la più potente forma di energia: possiamo ancora fare dell’ironia sulle suore di clausura?

 

« Non dovremmo, mai! Sai, in tutte le ore in cui prego, sono proprio poche le anime che si riuniscono. Che  si uniscono a me, che io percepisca…Da alcuni monasteri tibetani mi giungono tre anime: poi giungono  quattro satwa indiani che si riuniscono nella preghiera, tre sciamani tungusi e una donna sciamana paraguayana…negli stessi miei orari. Prima erano nove, adesso sono sette perché due sono mancati, hawaiani. Ci ritroviamo in quattordici persone a pregare. Quelli stabili sono un’onda armonica, un ordito su cui sono costruiti i monasteri. La fede…allora la preghiera esce dalla religione e diventa fiducia estrema, collegamento perfetto. La suore di clausura fanno molto, molto se sono suore di vocazione e non di ripiego. Se c’è una vera vocazione! Ho percepito due suore che pregano veramente come anime sante, purtroppo nei loro orari. Cento milioni di persone pregano? Questa preghiera entra nell’etere: ma se non esiste una mente consapevole che le sappia raccogliere e farle diventare salute pace e guarigione… restano lì. »

 

Ma sarò pagana, cristiana, ebrea, buddista o sciamana???

 

Premesso che lo sciamanesimo non è una religione ma  è un insieme di tecniche e di pratiche etnico culturali, io onoro la Grande Dea Madre, si, la madre di tutti i cicli e celebro le stagioni e i cicli della vita. Riti e cerimonie sono momenti importanti per riuscire ad onorare la fonte di ogni nutrimento: Madre Natura. La mia filosofia spirituale dunque ha origini agrarie viene dalla Terra e dai suoi ritmi.

 

La cultualità sciamanica è questo: il cercare di fondersi con le origini di tutto ciò che è vivo.

 

Quindi la preghiera funziona per tutti perché che sia devozione a un bambino, una stella, un Dio mezzo Cervo, mezzo Toro, mezzo Ariete o ippopotamo e serpente piumato, alla fine dei conti il principio cui ci rivolgiamo è lo stesso: l’amore!

 

L’insegnamento è lo stesso, che se sia una dea madre o una dea egizia o Maria Vergine è sempre la Madre, così la mia preghiera é solo preghiera ed é onnicomprensiva.

 

 

Cos’è per me preghiera?

Continua e costante gratitudine, vivo con fiducia certa di essere ascoltata.

 

Michela Chiarelli©

 

tratto da Il Segreto del Similium La guarigione sciamanica. Trattato sul dolore nella tradizione etno-antropologica italiana Michela Chiarelli , Tiziana Ghiggia