Quante volte mi è stato chiesto come può essere una donna eroica?

 

Beh oggi mi siedo, in questa camera d’ospedale in penombra, qui a rispondere…

Proprio come te, dolce amica, forte, schietta sufficientemente rompi balle…

Ecco così…

Sono molte le vicende che narrano del mio aiuto al prossimo…

Ebbene sto vivendo un momento della mia vita che io stessa voglio raccontare, un momento che mi invita a inchinarmi come suggerito dalla mia amica Arianna.

 

 

Mi inchino dinanzi e Accanto alla donna più straordinaria e insopportabile del mondo…Donna che ho avuto il dono di incontrare e, con cui ho condiviso gioie e dolori negli ultimi dieci anni…

 

Lei la mia Marie, stamattina, nel procedere verso la sedazione, mi è stato detto che: sei stata rapita da una malattia che in 4 mesi ti ha strappato la gioia, ma io ti ho visto cocciuta e incazzosa… Quella malattia mai ha potuto intaccare la tua forte dignità…

Una malattia chiamata la Medaglia agli eroi…

Eroi…

Ma chi sono gli eroi?

Le persone comuni quelle come te… Di cui nessuna leggenda parlerà ancora…

Quelli che continuano seppur stanchi…

Quelli che seppur con dolore scaricano quintali di merce da soli…

Quelli che hanno il coraggio di rinunciare a mangiare ma che pagano tutte le bollette…

Si…

Quelli che si sono consumati a furia di resistere a dolore e paure…

Quelli come la mia Marie…

Amica cara…

 

 

 

 

Tratto da La morte non è niente di Henry Scott Holland

La morte non è niente.

Sarai solamente passata dall’altra parte: è come fossi nascosta nella stanza accanto.

Io sono sempre io e tu sei sempre tu.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altra lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.

Svegliami tirandomi la mano…

Non cambierò tono di voce, altrimenti mi dirai che sono una gatta morta… Di quelle che non sopporti…

Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Prego, sorrido, ti penserò !

Il tuo nome sarà sempre la parola familiare di prima: lo pronuncerò senza la minima traccia d’ombra o di tristezza… Prima o poi…

La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.

Perché dovresti essere fuori dai miei pensieri e dalla mia mente, solo perché lo sei dalla mia umana vista?

Lo saprò sempre tu non sei mai lontana, sei dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

Rassicurati, va tutto bene.

Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.

Concedimi alcune lacrime, sono sempre un essere umano e non piangere non fa per me in fondo sono una piccola terruncella…

So che mi ami: il ricordo del tuo sorriso è la mia pace.

 

 

 

SARCOMA: si usa questo termine generico per indicare un’affezione del tessuto connettivo differenziato o comune. Solitamente i sarcomi prendono il nome del tessuto in cui si sviluppano.

 

 

 

Con amore per amore per sempre…

A Marie!

 

Michela Chiarelli